Progetto per la città da consolidare, secondo mandato e scelte precise: fissata verifica di maggioranza

Di Stefano, che con i suoi alleati, a oggi, non ha mai dovuto porre rimedio a crisi plateali, intende avere una visione ancora più ampia, almeno fino alla conclusione del suo mandato e per un progetto che miri al 2029 e alla ricandidatura

10 settembre 2026 22:54
Progetto per la città da consolidare, secondo mandato e scelte precise: fissata verifica di maggioranza - Il sindaco insieme agli alleati
Il sindaco insieme agli alleati
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Gela. Fra due settimane, il sindaco Terenziano Di Stefano incontrerà i segretari di partiti e movimenti che lo sostengono e i capigruppo consiliari della propria maggioranza. La verifica politica è fissata per il 23 settembre, due giorni prima del “fatidico" impegno assunto dall'assessore regionale alla salute Marcello Caruso per fare il punto della situazione sulle richieste avanzate da Di Stefano e dalla sua amministrazione nella lunga vertenza sanità, ancora in atto e arrivata al trentanovesimo giorno. Il confronto politico interno sarà come osservarsi davanti a uno specchio, anche amministrativo. Di Stefano, che con i suoi alleati, a oggi, non ha mai dovuto porre rimedio a crisi plateali, intende avere una visione ancora più ampia, almeno fino alla conclusione del suo mandato e per un progetto che miri al 2029 e alla ricandidatura, per dare continuità alla programmazione per la città. Nel mezzo, il prossimo anno, ci saranno scadenze elettorali non di poco conto, con le urne per le regionali e per le consultazioni nazionali. Sindaco e alleati dovranno mettere tutte le caselle al posto giusto in un governo locale che parla principalmente la lingua dei progressisti e dei civici ma che non ha mai fatto a meno di autonomisti, deluchiani ed esponenti di Azione. Il check previsto con il tavolo politico ufficializzato nelle scorse ore, darà ulteriori ragguagli su una coalizione che il sindaco vuole puntellare ancora di più, partendo dall'interesse prioritario della città. Temi e azioni da mettere in campo per consolidare interventi e investimenti sono la base essenziale e il primo cittadino, come ha già spiegato, vuole il massimo impegno da tutti. La vertenza per il potenziamento della sanità locale ha assorbito l'attenzione in questi ultimi due mesi e il sindaco non intende rinunciare alle istanze avanzate davanti al governo regionale e al management Asp. La linea da seguire va tenuta omogenea, pure su base politica. Di Stefano e i suoi civici sono molto vicini alla causa dell'alternativa al governo regionale di centrodestra del presidente Renato Schifani e il dialogo con esponenti di punta di quest'area, in primis il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, continua a essere una condizione imprescindibile. Il sindaco, al contempo, non ha mai chiuso agli autonomisti dell'Mpa (adesso con il rientrante Pino Federico) né al gruppo di Cateno De Luca, che ha nell'assessore Filippo Franzone il proprio rappresentante nel governo locale. Franzone e Di Stefano, da vicende come la sanità e il ciclo idrico hanno acquisito un feeling maggiore. L'intero ciclo dei cantieri del Pnrr è stato affidato, in questi due anni, all'assessore di Azione Luigi Di Dio, altro pezzo del governo cittadino che non ha mai avuto difficoltà amministrative con Di Stefano. I dem, con Giuseppe Fava ("reintegrato" dopo il periodo di autosospensione) e con Peppe Di Cristina, assessore in prima linea sull'impiantistica sportiva e sul fronte scuola, non hanno mai messo in programma di rinunciare al progetto Di Stefano e hanno ribadito che andrà supportato senza tentennamenti. Certo, qualche aggiustamento interno pure i democratici sembrano attenderselo, ma più in generale non pare esserci alcuna vera tensione lungo l'asse che porta al primo cittadino. A maggior ragione, i pentastellati, che in giunta schierano gli assessori Romina Morselli e Simone Morgana, sono diretta conseguenza del patto di lungo corso stretto due anni fa da Di Paola e dallo stesso Di Stefano. La verifica sarà un passaggio cruciale per le sorti dell'Mpa, se il partito dovesse rimanere fermo nel posizionamento regionale nel campo del centrodestra? Il sindaco non ha mai messo sullo stesso livello le scelte regionali dei lombardiani e quelle locali, diametralmente opposte. L'Mpa è stato un supporto per fare breccia in alcuni gangli decisionali del governo Schifani, certamente non “amico” dell'amministrazione Di Stefano (con “sinfonie” politiche dem e cinquestelle). Se questo tipo di equilibrio potrà tenere, all'indomani della verifica, non è ancora possibile pronosticarlo. Il sindaco, a più riprese, ha richiamato l'ipotesi di un allargamento. I renziani di Italia Viva, già su scia nazionale, non direbbero di no al dialogo e al supporto attivo nell'amministrazione della città. Molto più difficile, dati i precedenti, un avvicinamento di “Controcorrente”, all'opposizione della giunta, seppur con uno spirito meno barricadero e più portato verso le esigenze della città. Gli approcci del capo dell'amministrazione e della dirigenza locale di “Controcorrente” non sembrano comunque combaciare su più temi, almeno per ora. La strada che porta in direzione degli accordi, ufficiali e non, della campagna elettorale e del ballottaggio, rilancia nomi ben noti, come quelli dell'ex candidato a sindaco Salvatore Scerra e dell'ex presidente del civico consesso Salvatore Sammito. Sono ipotesi, a supporto dell'amministrazione, che vengono richiamate a fasi alterne ma che non hanno mai preso il vento giusto, in questi due anni di governo Di Stefano. Tutti lo ripetono, l'ultima parola spetta al sindaco e questa volta sembrerebbe che qualche variazione più concreta possa materializzarsi. Se ne riparlerà tra due settimane.

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