Processo Montante, difesa Cicero: "Non è mai stato indagato"

La nota fatta pervenire dalla difesa di Cicero

A cura di Redazione Redazione
02 febbraio 2026 14:32
Processo Montante, difesa Cicero: "Non è mai stato indagato" -
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Gela. In merito alle dichiarazioni rese dall'imprenditore Carmelo Turco, rispetto alle vicende dell'inchiesta su quello fu definito "sistema Montante", il legale di fiducia dell'ex presidente Irsap Alfonso Cicero, l'avvocato Annalisa Petitto, ha fatto pervenire una nota che riportiamo.

"Nel corpo dell’articolo è riportata la seguente dichiarazione attribuita al Sig. Carmelo Turco: “Tutto iniziò con le dichiarazioni rese da Venturi e Cicero, che erano indagati – sottolinea – poi, arrivarono gli avvisi di garanzia per me e per tanti altri. A un certo punto, le posizioni di Venturi e Cicero vennero archiviate. Mi pare abbastanza chiaro che qualcosa sia avvenuta”.

Tale affermazione, per quanto concerne il Sig. Alfonso Cicero, è oggettivamente falsa, gravemente lesiva della sua reputazione personale e professionale, ed è idonea a ingenerare nel pubblico il convincimento – errato – di un suo coinvolgimento penale nell’inchiesta denominata “Montante+altri”.

La falsità della notizia è documentalmente smentita da atti ufficiali del procedimento penale n. 1699/14 RGNR (DDA Caltanissetta) a carico di Antonio Calogero Montante ed altri.

In particolare, a pag. 2473 dell’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, dott.ssa Maria Carmela Giannazzo, in data 19 aprile 2018, si legge testualmente: «Dagli atti del procedimento non emergono elementi che depongono per un coinvolgimento del Cicero Alfonso nei fatti reati per i quali si procede a carico degli odierni indagati o per altri reati ad essi connessi, le dichiarazioni da lui rese rivestono perciò la natura di una vera e propria testimonianza (…)».( ALL. 1)

Ne consegue che il Sig. Alfonso Cicero non è mai stato indagato nell’ambito dei fatti-reato oggetto dell’inchiesta richiamata nell’articolo, che non vi è mai stata alcuna archiviazione della sua posizione – non essendovi mai stata una qualità di indagato – e che le dichiarazioni dallo stesso rese sono qualificate dagli atti come testimonianza, con espresso riconoscimento di attendibilità intrinseca.

Come risulta inoltre dagli atti giudiziari relativi sia alla prima che alla seconda tranche dell’inchiesta a carico di Montante ed altri, Alfonso Cicero è “teste chiave” a seguito delle segnalazioni e denunce spontaneamente presentate alla DDA di Caltanissetta a partire dal 18 settembre 2015, ed è altresì parte civile nel maxiprocesso attualmente in corso per le numerose e gravi ritorsioni subite, anche in relazione ai capi di imputazione a), b), d), e), f) del decreto di rinvio a giudizio. (All.2 e 3)

Si evidenzia, infine, che il dichiarante, sig. Turco, risulta avere diretta conoscenza degli atti del procedimento a carico “Montante + altri” per ragioni connesse alla propria posizione nel medesimo contesto processuale; circostanza che rende l’affermazione riportata particolarmente grave, non potendo essere ricondotta a un mero errore di ricostruzione.

È falsa l’affermazione secondo cui Alfonso Cicero sarebbe stato “indagato” e successivamente “archiviato” nell’ambito dell’inchiesta a carico di Antonio Calogero Montante e altri.

Dagli atti giudiziari del procedimento n. 1699/14 RGNR e, in particolare, dall’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta del 19 aprile 2018 (pag. 2473), risulta che non emergono elementi di coinvolgimento di Alfonso Cicero nei fatti-reato contestati e che le dichiarazioni dallo stesso rese rivestono la natura di vera e propria testimonianza.

Alfonso Cicero risulta inoltre “teste chiave” e parte civile nel procedimento per i reati commessi in suo danno, come da atti processuali.

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