Priorità per la città e una verifica politica dopo l'estate, per Di Stefano si apre fase di riflessione
A Palazzo di Città, una potenziale seconda fase, come ha già indicato il primo cittadino, potrà vedere la luce solo dopo l'estate e più probabilmente nei mesi autunnali quando sarà più chiaro il quadro di partenza in vista delle prossime regionali
Gela. La settimana che inizia sarà, ancora una volta, tutta dedicata alle priorità amministrative. Il sindaco Terenziano Di Stefano lascia aperta la casella politica ma al momento solo per una serie di valutazioni preliminari, come ha già fatto qualche giorno fa, quando informalmente, a Palermo, ha avuto modo di interfacciarsi con esponenti regionali di area civica e progressista. Per il resto, anche rispetto alle previsioni di una potenziale verifica interna nella sua maggioranza e sul fronte dell'amministrazione, salvo accelerazioni piuttosto impronosticabili, se ne riparlerà tra settembre e ottobre, quando “una valutazione verrà fatta”, così ha spiegato il sindaco. La mobilitazione contro la sanità depotenziata, in pochi giorni, gli ha permesso di avere con sé, come era scontato, tutti gli alleati progressisti (magari con qualche assenza tra i consiglieri che si è notata al presidio davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”) e supporti meno scontati come quello del sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, sicuramente non vicino al suo progetto politico. Altra presenza non a portata di mano è quella dell'Mpa, che pur facendo parte del governo regionale ha deciso di stare nella vertenza sulla sanità locale, mettendoci la faccia con l'assessore Valeria Caci, che al presidio sta partecipando in prima persona. Il sindaco Di Stefano, pure in un quadro regionale, come ha fatto intendere durante l'incontro del tavolo progressista, tenutosi in città due settimane fa su sua sollecitazione, sembra ormai orientato a collocarsi, insieme alla “pattuglia” civica, proprio nell'area alternativa al governo del presidente Renato Schifani. Un'alternativa che non è comunque soltanto progressista, dura e pura. Lo stesso primo cittadino, più volte, ha parlato di un campo largo che sia pluralista, senza lasciare indietro forze centriste che non si rivedono nell'attuale centrodestra del governo regionale e nazionale, e altre espressioni civiche. Di Stefano non ha mai chiuso le porte a Cateno De Luca e a “Sud chiama nord”, che fa parte della sua giunta a Palazzo di Città. Fra gli esponenti locali di centrosinistra, come nel caso del gruppo di Italia Viva-Casa riformista, non viene messa da parte neppure l'ipotesi Mpa, qualora il gruppo lombardiano decidesse di prendere una collocazione diversa da quella attuale, che invece vede gli autonomisti con Schifani, a Palermo, e nella maggioranza del presidente forzista del Libero Consorzio di Caltanissetta, Walter Tesauro. La mobilitazione contro la sanità locale depotenziata, che oggi, peraltro, porta il management Asp davanti all'assessore regionale Marcello Caruso, sta tracciando una linea netta tra chi supporta un modello di governo regionale come quello del presidente Schifani e chi invece si muove per l'alternativa, compresi il sindaco Di Stefano e l'area civica. A Palazzo di Città, una potenziale seconda fase di governo, come ha già indicato il primo cittadino, potrà vedere la luce solo dopo l'estate e più probabilmente nei mesi autunnali quando sarà più chiaro il quadro di partenza in vista delle prossime regionali. Gli assessori papabili candidati faranno un passo indietro, rispettando una sorta di patto non scritto: il sindaco avrà in questo modo maggiore liberà d'azione per individuare eventuali nuovi ingressi. Difficilmente, lo schema attuale verrà rivoluzionato anche se gruppi di centrodestra come l'Mpa dovranno comunque fare delle scelte e ci sarà da valutare se prevarrà ancora il criterio territoriale pure se i lombardiani, alla fine, decideranno di rimanere nell'attuale confine politico del governo regionale. Il sindaco – è probabile – dovrà dare una risposta ai renziani, che attendono un suo passo ufficiale, dopo che ormai da tempo sono vicini alle sue posizioni e non l'hanno certamente nascosto. Allo stesso modo, l'area civica è in evoluzione, dalla rete territoriale di “Spazio civico” (fondata tra gli altri proprio dal gruppo politico del sindaco) e fino a Progetto civico Italia, che ha appena concluso un patto di federazione nazionale con “Controcorrente” di Ismaele La Vardera, che in città rimane all'opposizione del primo cittadino. Il capo dell'amministrazione non manca di avere notevoli difficoltà di dialogo con il referente regionale Miguel Donegani mentre una maggiore dialettica istituzionale c'è, in consiglio comunale, con il consigliere di “Controcorrente”, Paolo Cafà. E' evidente, inoltre, che il progetto politico locale, che guarda ai dieci anni di governo della città, non potrà fare a meno dei partiti radicati in area progressista, con in testa il Pd e il Movimento cinquestelle, che nonostante sporadici alti e bassi hanno sempre dimostrato di rispettare i patti del 2024 e di sostenere le scelte del primo cittadino, a partire da quella della mobilitazione sulla vicenda sanità. Per il sindaco Di Stefano, saranno mesi di riflessioni politiche e soprattutto di “scadenze” amministrative, assolutamente non rinviabili.
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