Presunti illeciti a Timpazzo, slitta udienza preliminare: è la prima "costola" dell'inchiesta
Le contestazioni della procura di Gela vengono mosse anche alle due società, Impianti Srr e Ato in liquidazione
Gela. Le misure restrittive imposte con l'inchiesta coordinata dalla Dda di Caltanissetta (condotta dai carabinieri), per l'ipotesi, tra le altre, di traffico illecito di rifiuti, e una richiesta di rinvio avanzata dalle difese, hanno portato allo slittamento dell'udienza preliminare in corso rispetto a una prima costola investigativa circa presunte irregolarità nel ciclo della discarica Timpazzo. Il gup del tribunale di Gela Serena Berenato ha indicato una prossima udienza, fissata per settembre. Sono davanti al giudice, l'ex manager di Impianti Srr Giovanna Picone (revocata a seguito dell'inchiesta della Dda che l'ha portata agli arresti domiciliari), l'allora responsabile tecnico Salvatore Parlatore (a sua volta destinatario di misura restrittiva nel recente filone investigativo) e ancora l'attuale commissario dell'Ato Cl2 Giuseppe Lucisano e il responsabile tecnico Giuseppe Messina (estranei all'inchiesta della Dda). Le contestazioni della procura di Gela vengono mosse, infine, alle due società, Impianti Srr e Ato in liquidazione. Secondo gli inquirenti, gli allora riferimenti di Impianti Srr, fin dal 2021 a Timpazzo, avrebbero smaltito rifiuti non conformi di vario tipo, compresi quelli organici e dell'emergenza Covid, abbandonando nelle aree limitrofe alla vasca E (l'unica attiva nella piattaforma integrata), nei canali di raccolta delle acque piovane e nelle strade di servizio, “rifiuti plastici e rifiuti organici coperti in maniera non idonea e non trattati”. Sullo stato delle due vasche dismesse, A-B e C-D, di recente passate dalla gestione Ato a quella di Impianti Srr, avrebbe influito l'assenza di copertura: i riferimenti di Ato non avrebbero condotto le attività necessarie di manutenzione, contribuendo alla “fuoriuscita dei rifiuti precedentemente abbancati”, compreso amianto. Sarebbero stati abbandonati, ancora, “cassonetti, materiali e teli dismessi”, e omesse le attività per la raccolta e il trattamento delle acque meteoriche, che raggiungendo il corpo della discarica e i rifiuti “non adeguatamente trattati” avrebbero generato reflui industriali. Più in generale, per i pm, le presunte omissioni e violazioni, sia per ciò che concerne Impianti Srr sia rispetto all'Ato Cl2 in liquidazione, sarebbero alla base del “superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione e di rischio del sito di Timpazzo” incidendo “sul suolo, sull'aria e sulla falda”. Accuse che gli imputati e i loro difensori respingono, basandosi sugli atti autorizzativi rilasciati dalla Regione. Gli imputati e le società sono difesi dagli avvocati Rosa Garofalo, Carmelo Lombardo, Antonio Cozza e Antonio Miriello.
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