Presunte ombre su assunzioni e gare a Timpazzo, l'accusa di diffamazione: a processo anche ex consiglieri
Il giudice Fiorenza, sulla scorta delle liste testimoniali prodotte dalle parti e dalla procura, intende sentire, in qualità di testimoni, gli ex sindaci Greco e Balbo e ancora l'ingegnere Picone
Gela. Una nota anonima, allora giunta anche alla presidenza del consiglio comunale, che poi sarebbe stata inoltrata a una testata online locale, secondo le contestazioni da due ex consiglieri comunali, Virginia Farruggia e Giuseppe Spata. L'ipotesi avanzata dalla procura è di diffamazione a seguito di denuncia sporta dagli imprenditori di un'azienda indicata nella nota, la società Novambiente, che opera nel settore rifiuti e che stando a ciò che venne poi pubblicato avrebbe assunto personale vicino a ex sindaci, quello gelese Lucio Greco e l'allora primo cittadino di Butera, nonché presidente della Srr4 (società che sovraintende il ciclo rifiuti territoriale), Filippo Balbo. I due ex consiglieri comunali sono a processo, insieme a Massimo Vella, che materialmente avrebbe pubblicato sulla testata online. Davanti al giudice Antonio Fiorenza, sono stati sentiti due riferimenti societari della Novambiente, che si ritennero appunto diffamati dal contenuto della nota e dell'articolo. Entrambi hanno spiegato che quanto riportato nella nota era “completamente falso” e lesivo dell'immagine dell'azienda e di quella personale dei titolari, peraltro per uno di loro si richiamavano i rapporti privati con un ufficiale della guardia di finanza. Inoltre, l'articolo, che traeva spunto dalla nota, preannunciava che la gara per il servizio di nolo, a Timpazzo, era destinata a essere aggiudicata proprio alla Novambiente, facendo ipotizzare una sorta di patto tacito con Impianti Srr, intanto subentrata nella gestione della piattaforma integrata, come braccio operativo della Srr4. Tra le parti civili, che si sono ritenute lese dal contenuto dell'articolo, oltre ai titolari della Novambiente, c'è l'ingegnere Giovanna Picone, amministratore di Impianti Srr. I vertici di Novambiente, rispondendo alle domande del pm e dei legali delle parti, hanno escluso che i lavoratori citati nella nota fossero stati assunti perché vicini agli ex sindaci o legati da rapporti di parentela. I loro dipendenti, è stato riferito, furono tutti successivamente assorbiti da Impianti Srr, “attraverso un'agenzia interinale”. Novambiente operava a Timpazzo, in una prima fase insieme a un'altra società locale, General service, già sotto la gestione Ato, occupandosi di nolo, a caldo e a freddo, e ancora dell'impianto Tmb. In una seconda fase, con l'avvento di Impianti Srr nella gestione del sito di Timpazzo, l'azienda si concentrò su un unico servizio. “La gara fu vinta regolarmente e con un'offerta precisa – è stato detto ancora da uno degli imprenditori – in quella nota si faceva intendere che ci fossero accordi per aggiudicare l'appalto e il danno che abbiamo subito è stato enorme”. La difesa dei due ex consiglieri comunali, con il legale Carmelo Tuccio, ha comunque insistito sul fatto che neanche in querela si sia mai indicato un collegamento diretto tra gli allora esponenti del civico consesso e la trasmissione della nota alla testata online, affidata a Vella. Secondo la spiegazione fornita dai referenti di Novambiente, sarebbe stato Vella, difeso dal legale Giusy Ialazzo, a riferire, nel corso di una conversazione telefonica, che la nota gli sarebbe pervenuta da Farruggia e Spata. Per la difesa dello stesso Vella, mancherebbero gli estremi della diffamazione, a seguito della pubblicazione della nota. Una vicenda che interseca più aspetti, nell'ambito del sistema rifiuti e di presunte assunzioni di favore, che gli imprenditori hanno del tutto negato. “Siamo un'azienda privata e le assunzioni vengono fatte sulla base dei curriculum e non certo delle parentele”, è stato rimarcato. Il dibattimento andrà avanti ad aprile. Il giudice Fiorenza, sulla scorta delle liste prodotte dalle parti e dalla procura (con il pm Sonia Tramontana), intende sentire, in qualità di testimoni, gli ex sindaci Greco e Balbo e ancora l'ingegnere Picone, l'avvocato Federica Casisi e i lavoratori citati nella nota.
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