Presunte irregolarità su presenze in servizio a Balate, a processo agente penitenziaria
Per la difesa, tutto sarebbe stato effettuato nel rispetto dei doveri imposti all'ispettore
Gela. Secondo le contestazioni mosse, ci sarebbero state irregolarità nelle presenze in servizio, nel carcere di Balate e anche durante la traduzione di detenuti. Davanti al giudice Eva Nicastro, ne risponde un agente di polizia penitenziaria, in servizio appunto nella struttura locale. Per i pm della procura, ci sarebbero stati casi di allontanamento durante gli orari di servizio e attestazioni di presenza che non troverebbero riscontri. Accuse che l'imputato, attraverso il difensore, l'avvocato Rocco Guarnaccia, ha respinto già in fase di indagine. Per la difesa, tutto sarebbe stato effettuato nel rispetto dei doveri imposti all'ispettore e delle norme che regolano la materia. In aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero, della stessa difesa e del giudice, ha reso testimonianza l'allora responsabile del personale in servizio a Balate. Ha ripercorso le presunte anomalie documentali. Almeno fino ai primi mesi del 2023, periodo al centro delle verifiche, mancò il sistema elettronico di verifica delle presenze. Quest'ultimo è un aspetto messo in rilievo dalla difesa dell'imputato. La disamina di tutta la documentazione cartacea sulle presenze e sugli orari è stata condotta nel corso dell'esame reso dal testimone. Non tutti gli atti hanno permesso di tracciare dettagliatamente le presunte anomalie. L'attività istruttoria va avanti e a ottobre saranno sentiti altri testimoni.
19.7°