Pozzi in Tanzania, la raccolta fondi divide: il caso Avvinti tra beneficenza e questioni ecclesiali
La raccolta fondi, promossa in città da Vincenzo Avvinti, è destinata secondo i promotori alla realizzazione di pozzi d'acqua in Tanzania. La sua comunità non è in comunione con la Chiesa cattolica, che ha invitato a non partecipare alle sue celebrazioni
Gela. Da alcuni giorni in città è presente una realtà religiosa impegnata in una raccolta fondi destinata, secondo quanto dichiarato dai promotori, alla realizzazione e al sostegno di pozzi d’acqua in Tanzania, nell’ambito di un progetto missionario. Una iniziativa che ha attirato l’attenzione non soltanto per la finalità dichiarata, ma anche per il profilo religioso dei suoi rappresentanti. Si tratta infatti di una comunità che non è riconosciuta dalla Chiesa cattolica e che si colloca al di fuori della sua comunione ufficiale. Il volto più noto è Vincenzo Avvinti, ex appartenente all’Ordine dei Predicatori, oggi alla guida di questa realtà. La sua posizione è stata oggetto di diversi provvedimenti e comunicazioni ufficiali da parte di autorità ecclesiastiche. Nel 2024 l’Arcidiocesi di Palermo, attraverso una nota firmata dal vicario generale monsignor Giuseppe Oliveri, aveva informato i fedeli sulla situazione di Avvinti, spiegando che, secondo la posizione della Chiesa cattolica, il suo ministero non sarebbe più in comunione con essa. La comunicazione invitava i fedeli a non partecipare ad eventuali celebrazioni o attività religiose da lui promosse, richiamando il rischio di confusione e di allontanamento dalla comunione ecclesiale. Una vicenda simile è stata recentemente registrata anche a Gibellina, dove la Diocesi di Mazara del Vallo è intervenuta dopo la nascita di una realtà religiosa privata all’interno di un’abitazione, denominata “Arcipretura della Ss. Vergine del Pino”. Secondo quanto comunicato dalla Diocesi, il proprietario dell’abitazione, Silvestro Martino, avrebbe aderito alla cosiddetta “Vecchia Chiesa Cattolica in Italia e nel mondo”, annunciando celebrazioni religiose officiate proprio da Vincenzo Avvinti. Il vicario generale della Diocesi di Mazara del Vallo, don Gioacchino Arena, ha quindi disposto il divieto per i fedeli di partecipare ad atti di culto promossi da Avvinti e Martino, ribadendo la posizione ufficiale della Chiesa cattolica. Al centro delle vicende c’è dunque una separazione religiosa e dottrinale: da una parte la Chiesa cattolica ufficiale, dall’altra una realtà che rivendica una propria autonomia e una diversa interpretazione del percorso ecclesiale.
Oggi Avvinti dichiara di avere una nuova missione: sostenere un progetto in Tanzania attraverso una raccolta fondi per la realizzazione di pozzi d’acqua. Secondo quanto raccontato dai promotori, il progetto sarebbe legato a una comunità locale che avrebbe bisogno di interventi urgenti a causa della contaminazione delle risorse idriche.
Una finalità che, se confermata, avrebbe naturalmente un valore sociale importante. Ma proprio perché si tratta di una raccolta fondi rivolta ai cittadini, resta centrale il tema della trasparenza. La nostra redazione ha chiesto chiarimenti sulla missione, sulla documentazione del progetto, sulla associazione e sulla gestione e destinazione delle somme raccolte. La risposta non c’è stata. Resta ai cittadini decidere se aderire spontaneamente o meno all’invito di Avvinti.
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