Porto, troppi silenzi e l'iter per i lavori stenta ancora: parte tavolo permanente
Dalla progettazione ai fondi da destinare ai lavori, sono tanti i punti interrogativi. Il tavolo istituzionale potrebbe essere un momento di ripristino di quella che appare ormai una vera e propria vertenza
Gela. La stasi che si sta nuovamente riprendendo la scena nell'infinito iter del porto rifugio, insabbiato da anni, preoccupa non poco non solo l'amministrazione comunale ma anche il civico consesso. Per molti, il 2026 dovrebbe essere "l'anno del porto" ma il silenzio prevale su più fronti, compreso quello dell'Autorità della Sicilia occidentale, che gestisce il sito e ha nei propri uffici le carte del progetto da realizzare. La prossima settimana, in Comune, prende il via un tavolo permanente. La vicenda porto sarà analizzata dalla parte politica, dalla delegazione parlamentare locale ma anche dagli operatori e dal comitato pro-porto. L'iniziativa trae origine dalla commissione consiliare mare, presieduta dal renziano Alberto Zappietro. I consiglieri della commissione da tempo conducono un accurato focus sulla vicenda porto rifugio e si sono rivolti al sindaco Terenziano Di Stefano, che ha accolto la proposta di avviare un tavolo permanente. Il sindaco e l'assessore, con delega in materia, Peppe Di Cristina, a loro volta, hanno più volte cercato di avere riscontri pratici sulle procedure in atto ma prevale un'assenza quasi totale di riscontri, a più livelli. Dalla progettazione ai fondi da destinare ai lavori, sono tanti i punti interrogativi. Il tavolo istituzionale potrebbe essere un momento di ripristino di quella che appare ormai una vera e propria vertenza. Senza un porto fruibile, è impossibile ipotizzare uno sviluppo lungo il fronte mare, riducendo pure la traiettoria di potenziali investimenti.
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