Porto, tavolo insiste su incontro con Autorità: commissione chiederà monotematico
Oggi si è tenuto un nuovo incontro del tavolo permanente in municipio
Gela. Non ci sono tentennamenti da parte dell'amministrazione comunale e del tavolo permanente, costituito nella vicenda infinita del porto rifugio e dei lavori mai partiti. La querelle che si è accesa con l'Autorità portuale, competente nella gestione dei siti locali, ha reso ancor più evidente la distanza tra le parti. Questa mattina, il sindaco Terenziano Di Stefano ha coordinato un nuovo incontro istituzionale nonostante il presidente dell'Autorità, Annalisa Tardino, non abbia ancora dato riscontro alle richieste di confronto. Davanti alla posizione assai rigida esplicitata da Tardino in una recente nota ufficiale inviata a Di Stefano, saranno i parlamentari regionali del territorio a farsi carico di una richiesta di incontro da far pervenire all'Autorità. Intorno al porto rifugio, come è ormai evidente e abbiamo riferito, si fa sempre più concreto l'interesse dei privati. Un primo progetto per imbarcazioni da diporto ha già le necessarie autorizzazioni. Un secondo, decisamente più consistente da un punto di vista dell'incidenza dell'investimento, quello del "Marina di Gela", va avanti con la richiesta di concessione, per cinquant'anni, di un'area vasta del sito. Anche su questo, soprattutto i componenti del comitato pro-porto e l'amministrazione, intendono avere maggiore contezza, che può arrivare solo da riscontri ufficiali dell'Autorità. Al vertice odierno, tra gli altri, erano presenti pure i componenti della commissione consiliare mare (presieduta da Alberto Zappietro) che proposero il tavolo permanente, l'amministrazione comunale, il senatore Pietro Lorefice, deputati Ars e consiglieri comunali. Proprio dalla commissione mare, a stretto giro, verrà formalizzata una richiesta di consiglio comunale monotematico sul tema, ancora una volta invitando i vertici dell'Autorità, le istituzioni regionali e ministeriali. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha chiarito, a più riprese, che i quattro milioni di euro delle compensazioni Eni, destinati ai lavori di dragaggio, sono della città, nonostante la tesi diametralmente opposta sostenuta dal presidente Tardino.
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