Porto rifugio, Salvini: "Progetto da 150 milioni e ricerca fondi, attesi atti dragaggio"

Il porto impraticabile da anni ha cancellato la marineria locale, costretta a delocalizzare in altre aree, e ha ridotto ai minimi termini tutto il comparto. Il ministro ha risposto a un'interrogazione M5s

01 aprile 2026 15:15
Porto rifugio, Salvini: "Progetto da 150 milioni e ricerca fondi, attesi atti dragaggio" -
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Gela. Il percorso, travagliato, per giungere almeno all'affidamento di un primo stralcio dei lavori del porto rifugio, insabbiato da anni, non sarà così breve. Ci sono altri passaggi tecnici da adempiere. Lo ha spiegato direttamente il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, rispondendo a un'interrogazione avanzata dai parlamentari M5s, con in testa i senatori Ketty Diamante e Pietro Lorefice. I costi di tutto il progetto sono certamente molto più elevati di ciò che si prevedeva all'inizio: non meno di 150 milioni di euro. Si andrà per stralci funzionali ma prima bisognerà completare le fasi autorizzative ministeriali, su progettazione dell'Autorità portuale della Sicilia occidentale, che da quattro anni ha la gestione dei siti locali. "Sul progetto è stata avviata la procedura di verifica ambientale ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo n. 152 del 2006, conclusasi con il parere n. 333 del 4 aprile 2025 della commissione Via-Vas, che ha richiesto la predisposizione di una nuova Via. L'intervento è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027 dell'Autorità, aggiornamento febbraio 2025, alla voce 6F, con un primo stralcio funzionale da 40 milioni di euro, ed è stato segnalato al Ministero nell'ambito della ricognizione degli interventi infrastrutturali urgenti, con richiesta di inserimento nel tavolo infrastrutture strategiche della Zes unica e candidatura alla programmazione Fsc 2021-2027 e al Po Fesr Sicilia 2021-2027", è riportato nella risposta scritta del ministro. Sul dragaggio si metterà in atto un progetto già definito in passato, "originariamente finalizzato al ripascimento costiero mediante l'utilizzo dei materiali provenienti dai fondali. Il progetto è stato rimodulato in un nuovo studio di fattibilità", viene riportato. "L'intervento prevede la realizzazione di un canale di ingresso al bacino e il recupero delle aree di attracco insabbiate, per un volume complessivo di dragaggio pari a 140.000 metri cubi. L'Autorità ha precisato che il progetto contempla l'immersione in mare aperto, oltre le 3 miglia nautiche e al di fuori dei limiti del Sin, dei sedimenti dragati, risultati non inquinati", è indicato. Occorre il via libera del ministero che è "in attesa che l'Autorità trasmetta la versione rimodulata del progetto di dragaggio, indispensabile per l'avvio del procedimento di competenza". I costi ammontano a circa sei milioni e mezzo di euro da reperire nella "programmazione Fesr Sicilia 2021-2027 e, in alternativa, a valere sulle risorse Fsc in riprogrammazione o di nuova assegnazione Regione-Presidenza del Consiglio dei ministri". Dal ministero ricordano il tavolo permanente attivato dall'amministrazione comunale e chiaramente tengono a precisare che "il ministero segue con attenzione le esigenze dei pescatori e degli operatori economici che hanno risentito dell'attuale impraticabilità del porto, valutando iniziative utili a favorire la continuità delle attività produttive e sociali legate al comparto". Il porto impraticabile da anni ha cancellato la marineria locale, costretta a delocalizzare in altre aree, e ha ridotto ai minimi termini tutto il comparto. In municipio, si attende un riscontro dall'Autorità per una verifica da condurre nel tavolo permanente, al quale, tra gli altri, partecipano i rappresentanti del comitato pro porto, da sempre attivi nel segnalare pubblicamente tutte le disfunzioni di una vicenda ormai infinita.

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