Porto, dem formalizzano interrogazione a Schifani e all'assessorato regionale
L'interrogazione dei dem
Gela. Sul porto rifugio che non riesce a trovare la via dei lavori attesi da anni, l'amministrazione comunale ha ribadito di attendere riscontri precisi dall'Autorità della Sicilia occidentale. La tensione istituzionale non è mancata in questi giorni. I dem, a supporto del sindaco Terenziano Di Stefano e delle richieste del tavolo permanente, hanno formalizzato una prima interrogazione sul caso al presidente della Regione Renato Schifani e all'assessorato infrastrutture. "Premesso che le criticità relative all'insabbiamento del porto rifugio di Gela persistono da oltre quindici anni, determinando la sostanziale impraticabilità dello scalo e il grave ridimensionamento della marineria locale e dell'intero comparto economico legato alle attività portuali e della pesca; il progetto per il ripristino funzionale del porto e per il dragaggio dei fondali è stato più volte annunciato, rimodulato e rinviato nel corso degli anni, senza che si sia mai giunti all'avvio concreto dei lavori; con protocollo d'intesa del 2016, successivamente aggiornato nel 2023, sono state destinate risorse provenienti dalle compensazioni Eni per il porto di Gela, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro; in data 12 ottobre 2024 la giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture, ha approvato un nuovo accordo attuativo con Eni che prevede un contributo di 3,7 milioni di euro per il ripristino funzionale della struttura portuale e il rimborso di ulteriori 1,7 milioni di euro alla Regione Siciliana per interventi già realizzati;soggetto attuatore degli interventi è l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, cui la Regione Siciliana ha formalmente trasferito la gestione del sedime portuale con verbale n. 28 del 25 maggio 2022, attuativo del protocollo d'intesa sottoscritto il 7 aprile 2022; l'Autorità Portuale ha dichiarato di avere avviato tutte le attività preliminari di competenza e di avere già impiegato ingenti risorse economiche e professionali per la progettazione e la candidatura dell'intervento a diverse linee di finanziamento regionali, nazionali ed europee; da un'ordinanza della Capitaneria di Porto di Gela si apprende che la società Atlantis, per conto della Ambiente Lab S.r.l., è stata autorizzata a effettuare nuovi campionamenti dei sedimenti marini nell'ambito del progetto di dragaggio dei fondali e di ripascimento dell'area adiacente al molo di Levante; le analisi sui sedimenti effettuate nel 2023 risultano già scadute ai fini autorizzativi, essendo trascorso il termine triennale di validità, rendendo necessario procedere a una nuova campagna di campionamenti, con ulteriore aggravio di tempi e costi; il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, rispondendo a una interrogazione parlamentare, ha confermato che il percorso autorizzativo è ancora in corso e che la Commissione Via-Vas, con parere n. 333 del 4 aprile 2025, ha richiesto la predisposizione di una nuova procedura Via; dalla medesima risposta del Ministro emerge che il progetto complessivo di riqualificazione portuale potrebbe superare i 150 milioni di euro, mentre il primo stralcio funzionale previsto ammonterebbe a circa 40 milioni di euro; il progetto prevede il dragaggio di circa 140.000 metri cubi di sedimenti e la realizzazione di un canale di accesso al bacino portuale, nonché il recupero delle aree di attracco oggi insabbiate;nonostante i numerosi annunci istituzionali e le ripetute interlocuzioni tra Regione Siciliana, Autorità Portuale e Governo nazionale, a oggi non risultano avviati i lavori di dragaggio e il porto continua a versare in condizioni di sostanziale inutilizzabilità;considerato che:il protrarsi dell'inagibilità del porto continua a produrre gravissimi danni economici, sociali e occupazionali per il territorio gelese; appare necessario chiarire in maniera definitiva tempi, responsabilità amministrative, coperture finanziarie e stato delle autorizzazioni necessarie all'avvio dei lavori;per sapere:quale sia l'attuale stato dell'iter autorizzativo relativo ai lavori di dragaggio e di ripristino funzionale del porto rifugio di Gela; quali siano le ragioni che hanno determinato il mancato avvio dei lavori nonostante gli annunci e gli accordi istituzionali sottoscritti negli ultimi anni;se le risorse derivanti dalle compensazioni Eni risultino integralmente disponibili e vincolate all'intervento e quali ulteriori finanziamenti siano stati richiesti o ottenuti; quali siano gli esiti delle interlocuzioni tra Regione Siciliana, Autorità di Sistema Portuale e Ministero delle Infrastrutture in merito al finanziamento del primo stralcio funzionale da 40 milioni di euro; quale sia il cronoprogramma ufficiale aggiornato per l'avvio e il completamento degli interventi di dragaggio; se non si ritenga utile istituire una cabina di regia permanente con il coinvolgimento del Comune di Gela e degli operatori economici al fine di garantire trasparenza e monitoraggio pubblico sull'intera procedura; quali iniziative urgenti il governo regionale intenda adottare per evitare ulteriori ritardi e garantire finalmente la piena operatività del porto di Gela", così riporta il testo dell'interrogazione. Per i dem, quindi, bisogna accelerare su un cronoprogramma preciso e su un monitoraggio direttamente di livello regionale.
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