Porto, comitato: "Dieci anni fa il protocollo per i lavori, ancora oggi solo ritardi"

Il comitato pro-porto reclama un sito fruibile e denuncia ancora una volta i tanti ritardi

27 settembre 2026 10:14
Porto, comitato: "Dieci anni fa il protocollo per i lavori, ancora oggi solo ritardi" -
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Gela. Dieci anni dalla sottoscrizione del protocollo per i lavori al porto rifugio, finanziati con una parte delle compensazioni Eni, e ancora oggi il capitolo è tutt'altro che chiuso. Domani è in programma un incontro, nella sede dell'Autorità della Sicilia occidentale che gestisce l'infrastruttura, insabbiata e isolata. In settimana, il provveditorato delle opere pubbliche ha dato l'assenso al progetto di dragaggio ma occorre il sì anche del ministero dell'ambiente. Il comitato pro-porto reclama un sito fruibile e denuncia ancora una volta i tanti ritardi. "Il 27 settembre 2016 veniva firmato il protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Eni e Comune per la riqualificazione e il dragaggio del porto rifugio, finanziato con i fondi delle compensazioni. Oggi, a distanza di esattamente dieci anni, siamo costretti a celebrare l’ennesimo anniversario dello scacco matto istituzionale. Dieci anni dopo quella firma, i lavori di riqualificazione del porto non sono mai stati conclusi come prevede il cronoprogramma del protocollo e l'opera resta ostaggio di un infinito, surreale ed esasperante iter autorizzativo. La beffa più grande - fanno sapere dal comitato - riguarda i circa due milioni di euro già spesi o bruciati nel corso di questo decennio unicamente per la gestione della macchina burocratica e dei vari passaggi progettuali, senza che un solo granello di sabbia sia stato rimosso in modo definitivo per restituire piena operatività e dignità allo scalo, mentre il porto rimane insabbiato, isolato e negato allo sviluppo economico, turistico e marittimo della nostra terra. Diciamo basta alle passerelle e ai proclami. Nonostante i recenti e ripetuti annunci di nuovi accordi e i pareri espressi in extremis, come il recente via libera del provveditorato, la cittadinanza e il territorio continuano a pagare il prezzo altissimo di una politica lenta, distratta e incapace di trasformare le carte in cantieri reali". Il comitato chiede ancora una volta trasparenza e tempi certi per arrivare ai lavori. "Un’operazione di trasparenza contabile e amministrativa su come siano stati spesi i fondi in questi dieci anni. Vogliamo sapere quale sia l’eventuale nuova progettazione per il dragaggio e per l’allungamento del braccio di ponete. Un cronoprogramma con tempi certi, rapidi e non più prorogabili per l'avvio e la conclusione effettiva dei lavori di dragaggio e di allungamento del braccio di ponete, necessario per la rifunzionalizzazione. Con l'assunzione di responsabilità chiara da parte degli enti attuatori. Speriamo - continuano dal comitato - che con la nuova competenza che è stata acquisita con il trasferimento all'Autorità di sistema portuale possa dare una svolta decisiva. Purtroppo dobbiamo far rilevarle che dal 2022, anno del trasferimento di competenza, non è stato fatto nulla di importante anzi le autorizzazioni acquisite da parte della Regione Siciliana sembra siano scadute e l'Autorità sta nuovamente riprendendo il progetto con l’avvio del procedimento autorizzativo, con il primo parere che è arrivato qualche giorno fa, per poi richiedere nuovamente l’ennesimo parere al ministero dell’ambiente. Ma Gela non può più aspettare un altro decennio di illusioni, perché la nostra città di mare merita un porto fruibile e funzionale come le altre città della nostra Regione. Noi del comitato non molleremo anche dopo il nostro impegno decennale, perché questa battaglia che abbiamo iniziato la continueremo fino a quando non vedremo il porto funzionale, con i servizi connessi e con una gestione totale dall’ente pubblico". Un riferimento, quest'ultimo, che fa intendere la posizione del comitato rispetto al progetto dei privati, che puntano a una lunga concessione sul sito.

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