Polizia Locale, un dipendente scrive a Cozzo: “Ritrovati dialogo e spirito di squadra”
Lettera aperta di Fabrizio Calì: “La Polizia Locale di Gela merita stabilità, una guida autorevole e un ambiente di lavoro sereno”.
GELA . Una lettera aperta per raccontare un clima nuovo, fatto di collaborazione, dialogo e senso di appartenenza. A scriverla è Fabrizio Calì, dipendente del Comando di Polizia Locale di Gela, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio punto di vista sul rapporto instaurato tra il personale del Corpo e il comandante Massimo Cozzo, la cui nomina è stata recentemente oggetto di una vicenda giudiziaria che ne ha messo in discussione la permanenza nell’incarico. Calì, precisando di parlare “da semplice dipendente”, ripercorre un periodo caratterizzato, a suo dire, da anni di difficoltà organizzative e dalla mancanza di una guida stabile all’interno del Comando. “Ci sono momenti – scrive – in cui il silenzio non è più una forma di rispetto, ma diventa una resa. Questo è uno di quei momenti”. Secondo il dipendente, nel corso degli anni la Polizia Locale avrebbe vissuto una fase di forte instabilità, con ripercussioni sul clima interno e sul senso di appartenenza degli operatori. “Per anni si è assistito all’assenza di una guida stabile, a continui cambiamenti organizzativi e a rapporti interni sempre più difficili – sottolinea Calì -. L’armonia tra il personale si è progressivamente affievolita e lo spirito di corpo si è quasi dissolto”. Poi l’arrivo del comandante Cozzo, che secondo la lettera avrebbe determinato un cambio di passo immediato. “Nel giro di pochi giorni è accaduto qualcosa che sembrava impossibile: le persone hanno ricominciato a parlarsi, a collaborare, a sentirsi parte della stessa squadra. Si è respirato un clima diverso, fatto di rispetto reciproco, ascolto e voglia di lavorare insieme”. A rappresentare simbolicamente questo nuovo spirito, nella lettera viene citata una grigliata organizzata dal comandante alla quale avrebbe aderito praticamente tutto il personale. “Non era una semplice cena – scrive Calì – ma il simbolo di un gruppo che aveva finalmente ritrovato il piacere di stare insieme, di condividere un momento fuori dal servizio, di riscoprirsi una squadra”. La vicenda giudiziaria che ha portato all’annullamento della nomina del comandante Cozzo viene affrontata senza entrare nel merito delle decisioni della magistratura. “Questa lettera non vuole entrare nel merito delle decisioni della magistratura, che vanno rispettate – precisa il dipendente -. Vuole però porre una domanda a chi ha responsabilità politiche e amministrative: è possibile ignorare ciò che è accaduto in questi pochi giorni? È possibile non vedere il cambiamento che tanti hanno percepito?”
L’appello finale è rivolto alle istituzioni affinché venga garantita continuità e stabilità al Corpo. “La Polizia Locale di Gela merita stabilità, una guida autorevole, un ambiente di lavoro sereno e motivante, capace di valorizzare il personale e restituire dignità a un Corpo che svolge un ruolo fondamentale per la città”. Calì conclude auspicando che questa esperienza possa rappresentare non una parentesi, ma un punto di partenza: “Perché una squadra che ritrova la voglia di stare insieme è una squadra che può tornare a servire al meglio la propria comunità”.
30.4°