Poggio Arena, "PeR" a sindaco "infantilismo, non tutela cittadini": Di Stefano, "inventano copioni, hanno fallito"
Le distanze sono nette tra il sindaco Terenziano Di Stefano e il gruppo "PeR-Controccorrente"
Gela. Poggio Arena e l'accesso al mare sono ormai la porta di una dialettica politica, a tratti infiammata. Le distanze sono nette tra il sindaco Terenziano Di Stefano e il gruppo "PeR-Controccorrente". Con una nuova pronuncia, in attesa del giudizio di merito, i magistrati del tar Palermo hanno respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal comitato che richiede l'accesso al mare secondo le caratteristiche originarie, in un'area privata acquistata dal proprietario che ha realizzato un progetto in quella zona. Secondo i magistrati del tar, il percorso alternativo realizzato a spese del privato non è difforme rispetto a quello "storico" e rispetta i dettami delle precedenti pronunce e dei provvedimenti emessi da Palazzo di Città. Secondo il consigliere comunale di "PeR" Paolo Cafa', che in settimana ha portato in aula un'interrogazione sul tema, sia la decisione del tar sia le scelte del sindaco non sono condivisibili. "Su Poggio Arena è doveroso fare chiarezza, dando alcune precisazioni. Fin qui, vale a dire in questa fase solo sommaria del procedimento amministrativo, chi ha avuto ragione sono solamente i cittadini del comitato di Poggio Arena, i quali hanno avuto riconosciuto, con ordinanza cautelare del 13 maggio il diritto di passaggio e di accesso al mare, in attesa della decisione definitiva di merito del Tar prevista nel mese di novembre. La questione verte sulla forma con cui soddisfare il diritto, se nella modalità del passaggio storico o in quella alternativa perimetrale. E' un fatto incontrovertibile che l'amministrazione, fin qui, non è riuscita a mettere in esecuzione il diritto di accesso al mare dei cittadini in un modo o nell'altro. I cittadini al momento non fruiscono del passaggio storico e nemmeno di quello alternativo perimetrale che ritengono non agevolmente fruibile e, pertanto, lamentano di non aver visto soddisfatto il loro diritto provvisoriamente riconosciuto. Anche l'alternativa del perorso perimetrale da rendere agevolmente fruibile nasce da una iniziativa del segretario regionale di PeR, Miguel Donegani, che ha chiesto una audizione al prefetto. All'udienza di ieri, volta ad ottenere la sospensiva dell'ordinanza sindacale, con cui si accreditava la conclusione dei lavori per rendere fruibile il passaggio alternativo, il tar ha deciso di non decidere allo stato degli atti. Il relatore è stato cauto e poco coraggioso, verosimilmente per non avere a sua disposizione tutti gli elementi che provassero l'elusività del percorso perimetrale e la sua distonia rispetto al principale accesso rappresentato dalla stradella storica. Non è affatto vero che il tar abbia ritenuto conforme e di agevole fruibilità il percorso alternativo. Nessun problema per quanto riguarda il merito che sarà definito alla luce di una istruttoria più completa asseverata dal genio civile, chiamato alla verificazione dello stato dei luoghi e ad acquisire la documentazione, planimetrie, aerofotogrammetrie. Nel merito, il comitato Poggio Arena, ne siamo straconvinti, avrà riconosciuto il diritto di accesso al mare attraverso il passaggio storico con buona pace di chi ha provato a cancellarlo. Chi sta dalla parte di chi ha reso impossibile detto diritto si ravvederà e chiederà scusa ai cittadini. Durante il question time sono stato interrotto dal sindaco con minacce di querela e non si sa per quali motivi. Mi vuole querelare per avere esercitato il mio diritto di critica? Mi vuole querelare per cose che non ho detto o che ha capito male per suo nervosismo o per distrazione? Sono stato ripetutamente disturbato dal presidente pro tempore a sua volta più volte sollecitato a togliermi la parola dai banchi della maggioranza. Tutto ciò perché? Solo al fine di imbavagliare un confronto serio e democratico? Ignoro se al momento lui e la sua maggioranza fossero nervosi o distratti, ma conosco la mia attitudine a non farmi intimidire. Il tempo è galantuomo", dice Cafa' che durante la seduta è intervenuto per diversi minuti, "oltre i tempi previsti dal regolamento", come ha spiegato il presidente di turno Antonino Biundo. Donegani, che segue la vicenda e sostiene il presidio del comitato, parla di "infantilismo dimostrato dal sindaco" sulla vicenda. "In queste ore qualcuno sta esultando e parla di una presunta sconfitta. Credo sia opportuno ricordare una cosa molto semplice: il tar non ha ancora deciso il merito della vicenda. La sentenza definitiva è prevista nel mese di novembre. Quella di oggi è una decisione cautelare, non la conclusione del giudizio. Per questo trovo fuori luogo trasformarla in una vittoria politica o, peggio ancora, usarla per screditare le battaglie dei cittadini e di chi ha scelto di stargli accanto. La nostra non è mai stata una battaglia personale. È la battaglia di un comitato di residenti e di tanti cittadini che hanno chiesto di essere ascoltati e tutelati. E noi continueremo a sostenerli fino alla fine. C’è poi un fatto che nessuno può cancellare. Fino al mio intervento presso il Prefetto, attraverso un incontro da me richiesto, il Comune aveva adottato esclusivamente ordinanze dirigenziali, successivamente revocate. Solo dopo quel confronto è stata emanata l’ordinanza sindacale che ha consentito il miglioramento del percorso alternativo. Se oggi quel percorso è diverso da quello inizialmente previsto, è anche grazie alla determinazione dei cittadini che non hanno accettato passivamente la situazione e al lavoro svolto nelle sedi istituzionali. Questo è un fatto. Come sono un fatto gli esposti presentati dal comitato, le interrogazioni consiliari, le iniziative istituzionali e la mobilitazione che ha portato questa vicenda all’attenzione delle istituzioni. Chi oggi festeggia una decisione cautelare come se la partita fosse già chiusa, a mio avviso dimostra di essere più interessato a difendere una posizione che ad attendere serenamente il giudizio definitivo. Io, invece, continuerò a fare quello che ho sempre fatto: stare dalla parte dei cittadini. Con rispetto per le decisioni della magistratura, ma con la stessa convinzione che mi ha accompagnato fin dal primo giorno: nel giudizio di merito emergeranno tutte le ragioni che hanno portato tanti cittadini a intraprendere questa battaglia", dice il segretario regionale "PeR". Il sindaco è stato netto già durante la seduta consiliare, ribadendo di aver operato nel rispetto delle pronunce del tar. Sui social ha voluto rimarcare le distanze da "PeR", pur senza richiamare il gruppo politico. "C’è chi, invece di assumersi la responsabilità dei propri fallimenti politici, decide di trasformarsi in un improvvisato drammaturgo, prendendo ispirazione da Pirandello. Ma il teatro finisce quando si iniziano ad attaccare le istituzioni e a delegittimare le sentenze solo perché non fanno comodo. In una democrazia si può criticare, ma il rispetto delle istituzioni e dello Stato di diritto non è un’opzione. Il vero coraggio non è inventare copioni per distrarre l’opinione pubblica, ma saper riconoscere i propri errori e affrontarne le conseguenze", ha scritto.
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