Piogge intense ma dighe sempre quasi vuote, la beffa per gli agricoltori in un comparto in sofferenza
Soluzioni alternative, dalle traverse e fino al ciclo delle acque reflue, non sembrano poter cambiare il volto di un comparto che senza l'acqua delle dighe non può far altro che attendere quella che arriva dal cielo, certamente non una costante nella zona
Gela. Tra gli ultimi mesi del 2025 e le settimane d'esordio del 2026, in città e sul territorio le piogge, anche molto intense, non sono mai mancate. L'acqua piovana, però, come ormai consuetudine, non riesce ad essere irregimentata nelle dighe, dalle quali si continua a sversare verso il mare. Accade in maniera quasi automatica. L'acqua è stata rilasciata, anche ieri, dalla diga Disueri. Gli agricoltori del territorio si trovano a gestire una situazione sempre più anomala. La pioggia di questi mesi, sicuramente, non è un fattore negativo ma senza che le dighe possano invasare già si teme per il prosieguo e soprattutto per il periodo estivo. Disueri e Comunelli (le cui acque possono essere ricevute nei laghetti artificiali ma con livelli comunque non sufficienti) sono quasi del tutto vuote. Cimia può assicurare una soglia minima ma sempre inadeguata per un territorio agricolo vasto come quello locale. "La beffa continua - dice Gaetano Gentile presidente dell'associazione "Santa Maria" - l'acqua ci passa davanti agli occhi ma non finisce nei nostri terreni". Le fragilità strutturali degli invasi rimangono una costante. Soluzioni alternative, dalle traverse e fino al ciclo delle acque reflue, non sembrano poter cambiare il volto di un comparto che senza l'acqua delle dighe non può far altro che attendere quella che arriva dal cielo, certamente non una costante nella zona sud della provincia.
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