Picone: "Ipoteca compostaggio tutela società e Comuni e da Di Stefano parole improvvide, conferma per meriti"

Il manager, in una nota a Srr, conferma che se “non avesse avviato le procedure esecutive e iscritto ipoteca giudiziale, si sarebbe potuta configurare una responsabilità, civile e contabile"

09 febbraio 2026 21:34
Picone: "Ipoteca compostaggio tutela società e Comuni e da Di Stefano parole improvvide, conferma per meriti" - L'amministratore di Impianti Srr Giovanna Picone
L'amministratore di Impianti Srr Giovanna Picone
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Gela. “Un'azione a tutela della società e dei Comuni soci”. L'amministratore di Impianti Srr Giovanna Picone, con una nota indirizzata alla Srr4, ha relazionato circa le ragioni che l'hanno indotta ad avviare l'iscrizione di ipoteca sull'impianto di compostaggio di Brucazzi, di proprietà di Ato Cl2 in liquidazione. Il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano è stato molto critico verso questa decisione, parlando di un “grave sgarbo istituzionale” e sottolineando la venuta meno del rapporto di fiducia verso la stessa Picone, che guida la società in house della Srr. “Va ricordato che l'amministratore unico di una società di capitali ha il potere-dovere di mettere in esecuzione i titoli esecutivi e di iscrivere ipoteca volontaria se tale atto è necessario per garantire il recupero del credito e proteggere il patrimonio sociale; atti che rientrano tra quelli di competenza esclusiva dello stesso in quanto diretti alla conservazione delle garanzie patrimoniali”, riporta la nota inviata dall'amministratore di Impianti alla Srr4, il cui cda è presieduto dal sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri. “L’amministratore, infatti, è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a tutelare il patrimonio sociale e gli interessi dei creditori, agendo con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico”, aggiunge Picone. Stando al manager, che cita giurisprudenza e norme del codice civile, “la mancata adozione di strumenti di garanzia, come la notifica del precetto o l’iscrizione ipotecaria, può integrare una condotta negligente qualora risulti che tale omissione abbia compromesso la tutela del credito sociale”. Nella nota, insiste sul concetto, “l’amministratore è responsabile per la mancata iscrizione di ipoteca o la mancata notifica del precetto, quando da tale omissione la società si espone al rischio di perdere la garanzia. In presenza di un titolo esecutivo, dunque, l'amministratore ha il dovere (e per l’amministratore di una società pubblica è un vero e proprio obbligo) di valutare tempestivamente la solvibilità del debitore e procedere alla notifica del precetto e all'iscrizione dell’ipoteca presso i Registri Immobiliari ove la stessa è a rischio, al fine di mettere in sicurezza un credito chirografario”. Oltre alla potenziale responsabilità civilistica, indica possibili conseguenze contabili. “L’amministratore di una società pubblica, peraltro, oltre alla responsabilità secondo le regole civilistiche ordinarie sopra richiamate, la cui giurisdizione spetta al giudice ordinario, incorre anche nella responsabilità amministrativa-contabile per l’eventuale danno erariale arrecato, la cui giurisdizione è della Corte dei Conti”, riporta la nota. Nel relazionare alla Srr, fa richiamo ai crediti vantati verso Ato che precisa “nonostante i numerosi solleciti, non ha mai corrisposto quanto dovuto”. Vengono riportati tutti gli estremi dei giudizi attivati verso Ato. A seguito di un primo decreto ingiuntivo del 2021, il tribunale di Gela ha disposto il pagamento da parte di Ato a Impianti di una somma pari a 348.737,65 euro. “Con riferimento al credito vantato dalla Impianti in forza del suddetto decreto ingiuntivo, si precisa che, ad oggi, rispetto all’iniziale somma dovuta, residua un credito di 74.954,96 euro, oltre Iva al 10% sul solo corrispettivo di 55.500,49 euro, stante gli acconti versati dalla società debitrice nelle more del giudizio”, così viene indicato. L'opposizione proposta da Ato non è stata accolta dal tribunale gelese. L'amministratore richiama inoltre un giudizio di espropriazione mobiliare presso terzi sul quale il giudice dovrà pronunciarsi a marzo. Inoltre, c'è un terzo procedimento, scaturito da un altro decreto ingiuntivo di Impianti verso Ato Cl2 in liquidazione per somme che superano i 570 mila euro “dichiarato provvisoriamente esecutivo dal tribunale di Gela”. “Alla data del precetto notificato tale debito ammonta a complessivi 852.330,59 euro”, viene specificato nella relazione. La scorsa settimana, infine, “a garanzia della riscossione dell'ingente credito” è stata iscritta ipoteca sul sistema di compostaggio. Sulla base delle valutazioni tecniche, il manager indica crediti totali verso Ato per 932.785,55 euro, “muniti di titoli esecutivi e già azionati”. Ancora una volta, nella nota, il manager conferma che se “non avesse avviato le procedure esecutive e iscritto ipoteca giudiziale, proprio in capo alla scrivente si sarebbe potuta configurare una responsabilità, civile e contabile, per mala gestio nei confronti della società o dei creditori, in base ai principi generali di diligenza e prudenza sopra indicati”. Su un piano più strettamente pratico, a seguito di quanto indicato dal sindaco gelese Terenziano Di Stefano, che sul territorio comunale ospita l'intera filiera impiantistica dei rifiuti, Picone sottolinea che “i principi generali in materia di società a responsabilità limitata e le norme dello statuto della Impianti assegnano all’amministratore unico tutti i poteri di gestione, anche relativi alla tutela dei crediti, senza dovere attendere atti di indirizzo della Srr. La tempestiva attivazione delle azioni a tutela del credito è stata sollecitata anche dall’Agenzia delle entrate, che sta effettuando delle verifiche sugli atti fiscali della Impianti e che ha rilevato l’eccessivo credito nei confronti di enti e Comuni, e mirano a garantire anche il socio unico Srr, che vede il patrimonio della controllata messo al riparo da perdite legate a mala gestio”. Per il manager di Impianti, quelle di Di Stefano sono da ritenersi “affermazioni affrettate e improvvide”. Nella nota invita alla Srr, ritorna sulla conferma del suo mandato da amministratore, per altri tre anni, disposta dal cda Srr la scorsa estate e che il sindaco di Gela, quanto a modalità, non ha per nulla apprezzato. “Non solo sono stata scelta e confermata per le mie doti manageriali, ampiamente dimostrate in questi cinque anni e che il sindaco vorrebbe offuscare con allusioni denigratorie ma con le mie azioni, in cui non vi è traccia di sgarbi istituzionali, sto evitando proprio un danno erariale alla controllata Impianti Srr senza inficiare la conclusione del processo di liquidazione, atteso che per il passaggio della gestione delle vasche A-B e C-D della discarica di Timpazzo si attende soltanto il decreto del dirigente del dipartimento regionale acqua e rifiuti, avviando l'iter per la volturazione del titolo abilitativo e delle relative polizze da parte di Impianti, così da arrivare al definitivo cambio di gestione. Fino a quel momento, le vasche rimarranno in capo ad Ato”. Sul punto specifico del sistema di compostaggio, per Picone “la vendita dell’impianto di compostaggio può essere completata riversando direttamente una parte del ricavato, per l’importo pari al credito vantato, alla Impianti che rinuncerebbe all’ipoteca”. La stessa Impianti, con tre note, tra ottobre e novembre dello scorso anno, ha “sempre manifestato la disponibilità ad acquistare l’impianto, scomputando naturalmente il credito vantato nei confronti di Ato e assicurando, in tal modo, che il bene rimanga nel perimetro della gestione pubblica, cosi come voluto dai soci Ato”.

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