Piano Regione per investimenti in sanità, Donegani: "Gela assente, dove sono i parlamentari?"
Mentre i fondi Fsc dovrebbero finanziare il nuovo ospedale di Ponte Olivo (in una prospettiva comunque decisamente di lungo termine quanto all'attuazione), negli atti rilasciati di recente dal governo regionale manca ogni casella destinata alla città
Gela. Sanità anno zero, “anche a causa di responsabilità politiche”. Il segretario regionale “PeR” Miguel Donegani, responsabile organizzativo di “Controcorrente”, davanti agli atti della nuova programmazione regionale, finalizzata a interventi di miglioramento per servizi e strutture ospedaliere sull'isola, non può che notare l'assenza di qualsiasi riferimento a Gela e al nosocomio “Vittorio Emanuele”. Mentre i fondi Fsc dovrebbero finanziare il nuovo ospedale di Ponte Olivo (in una prospettiva comunque decisamente di lungo termine quanto all'attuazione), negli atti rilasciati di recente dal governo regionale manca ogni casella destinata alla città, che già soffre di carenze sanitarie enormi. “Il problema non può essere sempre scaricato su altri. La politica ha responsabilità precise e, troppo spesso, ha dimostrato poca autorevolezza, scarsa incisività e, in alcuni casi, una totale assenza nel difendere gli interessi del nostro territorio. Ho esaminato gli atti della programmazione regionale della sanità. Si parla di oltre 2 miliardi di euro destinati a nuovi ospedali, ospedali di comunità, ammodernamenti tecnologici, nuove risonanze magnetiche, chirurgia robotica e centinaia di interventi in tutta la Sicilia. Investimenti importanti. Ma mentre altri territori vengono potenziati con nuove strutture e nuovi servizi, negli atti della programmazione regionale il Vittorio Emanuele di Gela semplicemente non c’è. Non siamo davanti a un ritardo. Siamo davanti a un’esclusione. Un’esclusione che pesa ancora di più se pensiamo a ciò che accade ogni giorno nel nostro ospedale. In queste ore una cittadina gelese ha denunciato di non essere riuscita a prenotare una risonanza magnetica nel servizio pubblico. Nessuna disponibilità. Quando, però, è stata chiesta la disponibilità nel privato, pagando, l’esame è stato fissato già per la prossima settimana”, dice Donegani richiamando la vicenda della quale abbiamo riferito oggi. L'ex parlamentare Ars si rivolge agli attuali deputati del territorio, considerandoli poco efficaci. “Torno a rilanciare una proposta concreta che sostengo da tempo. La Regione Siciliana applichi finalmente la Legge 124 del 1998, utilizzando in maniera seria il sistema dell’accreditamento per abbattere realmente le liste d’attesa e garantire ai cittadini prestazioni nei tempi previsti. Con questa programmazione non regge più lo scaricabarile tra Asp, assessorato regionale e ministero. Le responsabilità sono chiare e ricadono su una classe politica che non ha difeso con sufficiente autorevolezza il proprio territorio. Ma oggi una domanda politica è inevitabile. Dove sono tutti i rappresentanti istituzionali del nostro territorio, oggi in carica, quando si decidono gli investimenti per la sanità? Dove sono quando vengono distribuite le risorse e si definiscono le priorità della programmazione regionale? Perché mentre altri ospedali ricevono nuove apparecchiature, nuovi servizi e importanti finanziamenti, Gela continua ad essere esclusa dalla programmazione sanitaria regionale? Eppure c’è ancora chi continua a parlare di un nuovo ospedale, quando oggi il primo dovere della politica sarebbe quello di difendere e rilanciare l’ospedale che già esiste”, conclude.
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