Persero i terreni per il polo "Agro verde" mai realizzato: Tar, "proprietari da risarcire, onere su cooperativa"

L'ente municipale ha fatto valere la domanda di “manleva”, rifacendosi alla convenzione che per i giudici obbliga “Agro verde a tenere indenne il Comune da ogni responsabilità patrimoniale"

05 febbraio 2026 21:42
Persero i terreni per il polo "Agro verde" mai realizzato: Tar, "proprietari da risarcire, onere su cooperativa" - Una delle aree degli ex cantieri del polo "Agro verde"
Una delle aree degli ex cantieri del polo "Agro verde"
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Gela. Persero le loro proprietà, in contrada Tenuta Bruca, tredici anni fa, quando sembrava che il polo per la produzione di energia da fonti rinnovabili, voluto dalla cooperativa “Agro verde”, potesse diventare un importante fattore di sviluppo per il territorio. Quell'investimento, invece, si rivelò un fallimento su tutta la linea. Oggi, due proprietari di aree occupate per i cantieri dovranno essere risarciti. La decisione arriva dai giudici del Tar di Palermo, ai quali si sono rivolti i proprietari, che si videro occupare i terreni senza che i lavori siano mai entrati nel vivo della realizzazione del polo, poi naufragato definitivamente. I magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso presentato. Quell'occupazione d'urgenza fu illegittima e non venne mai seguita da un decreto di esproprio. Secondo i giudici, “l’occupazione sine titulo che si protragga oltre i termini di efficacia della procedura espropriativa integra un illecito permanente”. Nel procedimento, si sono costituiti sia il Comune sia la cooperativa. Entrambi, con i rispettivi legali, hanno avanzato eccezioni. I magistrati, però, riconoscendo il diritto al risarcimento in favore dei proprietari delle aree, hanno accertato la prescrizione fino al 2019. Quindi, a chi ha perso i terreni va riconosciuto il diritto al risarcimento su un valore maturato dal 2019 e fino all'effettiva restituzione. Inizialmente, la richiesta dei ricorrenti era superiore ai tre milioni di euro. Nella sentenza, si precisa, sulla scorta della convenzione che fu sottoscritta tra il Comune e la cooperativa, che spetterà proprio ad “Agro verde” coprire i pagamenti per il risarcimento. L'ente municipale ha fatto valere la domanda di “manleva”, rifacendosi alla convenzione che per i giudici obbliga “Agro verde” “a tenere indenne il Comune da ogni responsabilità patrimoniale, diretta e indiretta, di natura contrattuale ed extracontrattuale, derivante dal procedimento espropriativo”. Un'offerta di risarcimento ai proprietari, da parte del municipio, andrà formalizzata entro centoventi giorni dalla notifica della sentenza, oltre alla restituzione delle aree.

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