Perdono Messinese e i suoi "suggeritori", il disastro politico di un cambiamento mancato

Gela. Nel luglio di tre anni fa si era insediato leggendo una poesia di Mario Andrade, oggi se ne va come peggio non poteva. Sfiduciato dopo aver abbandonato l’aula consiliare. L’ingloriosa esperienza...

07 settembre 2018 16:49
Perdono Messinese e i suoi "suggeritori", il disastro politico di un cambiamento mancato - L'ex sindaco Domenico Messinese
L'ex sindaco Domenico Messinese
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Gela. Nel luglio di tre anni fa si era insediato leggendo una poesia di Mario Andrade, oggi se ne va come peggio non poteva. Sfiduciato dopo aver abbandonato l’aula consiliare. L’ingloriosa esperienza politica del sindaco Domenico Messinese si chiude con una cocente sconfitta, l’ennesima. Non è stato in grado di decidere il proprio destino politico, facendosi invece trascinare da maldestri suggeritori e da pochi sostenitori che hanno tentato di negare pure l’evidenza. Un municipio che adesso dovrà guardarsi bene da casse esamini e dalla Corte dei Conti che di certo tornerà a farsi sentire. La lunghissima e sofferta seduta di questa mattina ha dimostrato una lungimiranza politica praticamente nulla. Prima, l’ormai ex sindaco ha esordito mettendo sul piatto di nuovo i posti in giunta, con le dimissioni di tutti gli assessori (perfino dell’ex dem Giuseppe Licata appena arrivato in municipio); poi, dopo essere stato colpito da un malore, è pure spuntata una pec di dimissioni (comunque revocabili nei successivi venti giorni). Di tutto e di più, mentre i suggeritori politici che ne hanno decretato la fine amministrativa si sono messi in disparte ad attendere gli eventi. Perde Messinese e perde clamorosamente la vera “testa” politica dell’amministrazione comunale, l’ex vicesindaco e assessore Simone Siciliano. Tante voci lo danno già per candidato alle prossime amministrative (non si sa ben in quota a chi), ma se i presupposti sono questi allora sarà difficile spuntarla. La giunta, in tre anni, è andata letteralmente da destra a sinistra (e viceversa), facendo passare casacche e intese come niente fosse.

Presentatisi alla città da “cambiamento” targato Movimento cinque stelle, il sindaco e i suoi uomini di riferimento hanno poi fondato l’anonimo Sviluppo Democratico, sono passati al sostegno elettorale degli alfaniani, hanno chiesto appoggi al centrodestra così come al centrosinistra. Addirittura, mentre cercava intese Messinese ne ha approfittato pure per buttarsi nell’esperimento civico tentato da un gruppo di sindaci di diverse regioni (a traino dell’ex grillino sindaco di Parma Federico Pizzarotti). Questa mattina, in aula, il fallimento politico di ben quattro giunte e sedici assessori nell’arco di soli tre anni è diventato cosa fatta, quando anche gli “incerti” (quelli che se ce ne fossero state le condizioni avrebbero appoggiato il sindaco) si sono schierati con il fronte pro-sfiducia. Sono arrivati i sì alla mozione dai consiglieri comunali di Energie per l’Italia, dalle indipendenti Sandra Bennici, Sara Bonura e Maria Pingo e dalla dem Romina Morselli. Tutti voti favorevoli decisamente inaspettati. Gli unici a “resistere” sono stati i consiglieri comunali di DiventeràBellissima Vincenzo Cascino e Anna Comandatore che si sono astenuti al momento del voto. In aula, non c’era il terzo consigliere di Musumeci Giovanni Panebianco (che già lo scorso dicembre era finito al centro degli attacchi dopo il ritiro della firma alla seconda mozione di sfiducia). Non pervenuto neanche l’ex crocettiano Giuseppe Guastella, invece tra i proponenti della mozione di sfiducia. Le intense che i referenti della giunta hanno tentato di chiudere fino all’ultimo momento non hanno sortito effetti. Sconfitti Messinese e il suo fidato assessore Siciliano, caduti sotto i colpi politici di un fronte pro-sfiducia messo su sotto il sole cocente dell’estate e che ha avuto la forza di resistere nonostante lusinghe, posti e incarichi messi sul tavolo dagli uomini del “cambiamento” fallito. I consiglieri, del resto, dovevano riscattarsi dopo tre anni non certo idilliaci. La città, invece, ha già perso da tempo.

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