"Per Caltaqua cuccagna finita", Greco: "Dimentichino i compromessi del passato"

Gela. “La cuccagna è finita”. Il sindaco Lucio Greco non chiude per nulla la querelle che si è aperta con i vertici di Caltaqua, dopo che l’azienda ha incontrato i rappresentanti del comitato di quart...

A cura di Redazione Redazione
27 febbraio 2021 17:48
"Per Caltaqua cuccagna finita", Greco: "Dimentichino i compromessi del passato" - Il sindaco Lucio Greco
Il sindaco Lucio Greco
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Gela. “La cuccagna è finita”. Il sindaco Lucio Greco non chiude per nulla la querelle che si è aperta con i vertici di Caltaqua, dopo che l’azienda ha incontrato i rappresentanti del comitato di quartiere San Giacomo, senza coinvolgere l’amministrazione comunale. Greco e i manager dell’azienda italo-spagnola, in un certo senso se le sono promesse, minacciando reciprocamente il ricorso alle sedi giudiziarie. Il sindaco calca ancora di più la mano, dopo che dall’azienda non hanno escluso di volersi tutelare “nelle sedi opportune”. “Di fronte ad una grave crisi idrica come quella che da anni si vive in città, sono necessari interventi seri e rigorosi. Non sono giustificabili né atteggiamenti ammiccanti né compromessi e concessioni di favori di varia natura. Giudicare normale, da parte dei dirigenti di Caltaqua, un incontro con alcuni rappresentanti di quartiere, durante il quale si discute anche della possibilità di un dono, la dice lunga sul modo in cui tale società concepisce la sua funzione. Questa tecnica di incontrare gruppi di cittadini e favorire trattative private coi singoli quartieri, ci ricorda la locuzione latina “divide et impera”, al fine di ottenere un consenso sociale. Non è un’operazione assolutamente accettabile, perché mina alla base l’unità della comunità e non fa parte della prassi di una realtà democraticamente avanzata – dice il sindaco – in tutta la città c’è una questione Caltaqua ed è in tutta la città che deve essere risolta. E’ il Comune che si deve fare carico dei bisogni dei cittadini e non una società che ha la finalità esclusiva di maturare degli utili. Caltaqua si deve rendere conto che la cuccagna è finita”.

L’avvocato tira in ballo “compromessi politici”, anche del passato. “Tutti i compromessi di natura politica, i cui segni sono tuttora evidenti e visibili, è meglio che li metta da parte. Farò valere i diritti dei miei concittadini costi quel che costi e non mi lascerò certamente intimidire da minacce velate che potrebbero essere efficaci solo per chi della politica ha una visione utilitaristica. Suona oltremodo paradossale – aggiunge l’avvocato – che proprio una società come Caltaqua, che ha fatto nella nostra città il bello e il cattivo tempo, lasciando a secco i nostri rubinetti e distribuendo acqua non sempre potabile a prezzi elevatissimi, minacci ora il sindaco di portarlo nelle “opportune sedi. Non so cosa intendano per “opportune sedi”. Per quel che mi riguarda possiamo arrivare anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che sicuramente stenterebbe a credere che in alcune zone d’Europa ci siano ancora aree che, per qualità del servizio idrico, sono paragonabili a paesi del terzo mondo”. I rapporti tra il sindaco, che a più riprese è tornato a chiedere lo scioglimento del contratto, e i vertici dell’azienda, sono ai minimi, mentre in questa fase dovrebbero concretizzarsi i primi veri investimenti sulla rete, per un servizio che continua ad essere carente e molto caro.

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