Paradosso consortile, opera strategica ferma da anni: in Regione manca direttore lavori
L'assessore Fava ha reiterato l'esigenza che i lavori vadano avanti
Gela. Altri sei mesi di quasi totale inerzia, “perché non si riesce ad avere un direttore dei lavori”. Accade anche questo negli uffici regionali mentre il cantiere per il raddoppio del depuratore consortile continua a rimanere fermo. Un'opera strategica per la garanzia ambientale ormai da anni versa in una condizione di totale immobilismo. L'assessore Giuseppe Fava, ieri in Regione, in sede di dipartimento acqua e rifiuti, ha avuto conferma della stasi. Fava sta cercando, da tempo, di trovare la via giusta per fare in modo che l'opera possa essere completata. I lavori, sulla carta, dovevano riprendere a gennaio. “Mi è stato confermato, però, che il direttore dei lavori è stato trasferito in altri uffici e a oggi il dipartimento non ha avuto riscontro per l'assegnazione di un nuovo direttore lavori. Si sono persi sei mesi per niente e purtroppo il Comune di Gela non ha voce in capitolo”. Fava ha reiterato l'esigenza che i lavori vadano avanti. In Regione, erano stati individuati i fondi che avrebbero dovuto permettere di riprendere le opere, ferme anche per l'aumento dei costi. Il raddoppio del depuratore consortile, per ora, appare un miraggio, almeno quanto al completamento. Dovrebbero essere in dirittura d'arrivo, invece, gli interventi per il potenziamento del depuratore di Macchitella, in capo al commissario nazionale. E' la Regione, invece, a coordinare l'iter del raddoppio del consortile. L'amministrazione comunale ha un focus sempre aperto sul ciclo fognario e della depurazione, da qualche tempo con la presidenza Ati andata al sindaco Terenziano Di Stefano. Ieri, abbiamo riferito del primo assenso, sempre della Regione, all'ammissibilità a finanziamento del secondo stralcio dei lavori per il sistema fognario di Manfria mentre sono partiti quelli per il primo stralcio.
25.1°