Omicidio Minguzzi, gli ex carabinieri Tasca e Del Dotto impugnano le condanne all'ergastolo
Il corpo di Minguzzi venne riesumato, durante le indagini, riprese dopo tante insistenze della famiglia, che fin dall'inizio ha chiesto giustizia per quanto accadutoa vicenda sarà trattata dalla Cassazione
Bologna. Lo scorso anno, l'ex carabiniere gelese Orazio Tasca e l'altro ex militare dell'arma Angelo Del Dotto furono condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di appello Bologna per l'omicidio del giovane Pier Paolo Minguzzi, ucciso nel 1987 dopo essere stato rapito ad Alfonsine, centro ravennate dove viveva insieme alla famiglia, proprietaria di un'azienda nel settore ortofrutticolo. Quelle condanne sono state impugnate dalle difese. I due imputati, in primo grado, furono assolti dalla Corte d'assise di Ravenna. In secondo grado, il verdetto è stato ribaltato. Un omicidio, quello di trentanove anni fa che costò la vita al giovane, all'epoca studente universitario e militare di leva, commesso “per ragioni economiche”, così hanno scritto i giudici di appello. “Tradirono i valori rappresentati dalla divisa”, hanno indicato i giudici di assise rispetto agli ex carabinieri. Minguzzi fu ucciso subito dopo il sequestro. Il corpo venne gettato nelle acque del Po di Volano e riemerse giorni dopo. I giudici di primo grado, nell'assolvere i due ex carabinieri (venne assolto anche un terzo imputato Alfredo Tarroni e la decisione per lui è stata confermata in appello) non esclusero una possibile pista mafiosa, forse con il coinvolgimento di pregiudicati che risiedevano in zona. Una ricostruzione che in appello non ha trovato alcun riscontro. Gli imputati hanno sempre negato un coinvolgimento. Il corpo di Minguzzi venne riesumato, durante le indagini, riprese dopo tante insistenze della famiglia, che fin dall'inizio ha chiesto giustizia per quanto accaduto. Per le difese, non furono Tasca e Del Dotto a uccidere. Gli stessi imputati vennero condannati per un fatto analogo, un altro sequestro, successivo a quello di Minguzzi. Ci fu, in quella vicenda, la morte di un carabiniere, durante un conflitto a fuoco. Gli inquirenti individuarono in Tasca il telefonista, che contattò la famiglia Minguzzi, richiedendo il riscatto. Sono state diverse le perizie sulle captazioni. La Cassazione deciderà non solo sui ricorsi delle difese ma pure su quello della procura che ha impugnato l'assoluzione di Tarroni, richiedendo il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà e dei motivi futili e abietti per tutti gli imputati. Lo stesso Tarroni è difeso dall’avvocato Andrea Maestri, Del Dotto è difeso dal legale Gianluca Silenzi e Tasca dall'avvocato Eleonora Grossi. La famiglia Minguzzi è parte civile, fin dall'inizio del procedimento.
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