Omicidio Minguzzi, a dicembre Cassazione per l'ex carabiniere Tasca e per gli altri imputati
Il giovane, studente universitario e militare di leva, fu rapito e subito dopo ucciso
Gela. A trentanove anni dall'omicidio del giovane Pier Paolo Minguzzi, ucciso in provincia di Ravenna, nel 1987, a dicembre saranno i giudici della Corte di Cassazione a esprimersi sui ricorsi di due ex carabinieri, condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise d'appello di Bologna, lo scorso anno. E' stata fissata l'udienza davanti ai magistrati capitolini. L'ergastolo venne disposto per il gelese Orazio Tasca e per Angelo Del Dotto, all'epoca dei fatti carabinieri nella zona di Alfonsine, nel ravennate, dove viveva Minguzzi insieme alla famiglia, proprietaria di un'azienda di ortofrutta. Il giovane, studente universitario e militare di leva, fu rapito e subito dopo ucciso. Il corpo riaffiorò in un tratto del Po di Volano. Secondo l'accusa, i due ex carabinieri puntavano al riscatto. Tasca sarebbe stato incaricato anche di contattare la famiglia Minguzzi, pur sapendo che il giovane era già stato ucciso. Gli imputati hanno sempre negato un coinvolgimento. Furono condannati per un fatto analogo: un successivo sequestro di persona conclusosi con la morte di un altro carabiniere. Secondo i giudici di appello, l'omicidio Minguzzi venne commesso “per ragioni economiche”. Tasca e Del Dotto “tradirono i valori rappresentati dalla divisa”, hanno scritto nelle motivazioni i magistrati della Corte d'assise d'appello di Bologna. Quelle condanne giunsero dopo l'assoluzione di primo grado, quando la Corte d'assise di Ravenna paventò un presunto coinvolgimento della criminalità organizzata, collocando quello di Minguzzi come un caso di “lupara bianca”. Ricostruzione ribaltata dai giudici bolognesi che confermarono solo l'assoluzione di un terzo imputato, l'idraulico Alfredo Tarroni. La procura ha però impugnato in Cassazione questo verdetto favorevole. Lo stesso Tarroni è difeso dall’avvocato Andrea Maestri, Del Dotto è difeso dal legale Gianluca Silenzi e Tasca dall'avvocato Luca Orsini. La famiglia Minguzzi è parte civile, fin dall'inizio del procedimento. Proprio da un esposto della famiglia ripresero le indagini sull'omicidio del 1987. Una prima inchiesta era stata archiviata.
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