Ombre sull'Ipab "Aldisio", inchiesta su don Tandurella, privati e politica: aperto dibattimento
E' stato aperto il dibattimento a carico di otto imputati, compresi gli ex vertici della storica struttura per anziani di Caposoprano, i riferimenti della società "La Fenice" ed ex consiglieri comunali
Gela. Sarà trascritto da periti, ai quali verrà attribuito l'incarico a gennaio, il contenuto delle intercettazioni condotte durante l'inchiesta sull'ex gestione dell'Ipab “Aldisio”. Questa mattina, davanti al collegio penale del tribunale, presieduto dal giudice Francesca Pulvirenti, è stato aperto il dibattimento a carico di otto imputati, compresi gli ex vertici della storica struttura per anziani di Caposoprano. Sono a processo don Giovanni Tandurella, che fu alla guida del cda, gli allora riferimenti della società “La Fenice”, portata avanti dall'ingegnere Renato Mauro, la dirigente provinciale di Fratelli d'Italia ed ex consigliere comunale Sandra Bennici, l'altro ex esponente del civico consesso Salvatore Scerra e ancora, Maria Palumbo, Matteo Vella e Francesca Mendola. Le contestazioni vengono mosse pure alla società “La Fenice”. Lo scorso anno, il gup del tribunale dispose il rinvio a giudizio. Furono assolti gli imputati che optarono per il giudizio abbreviato seppur nei loro riguardi la procura concluse per la condanna. Secondo gli inquirenti, il gruppo privato “La Fenice”, amministrato dall'ingegnere Mauro, per un certo lasso di tempo sarebbe riuscito ad assicurarsi la gestione di servizi nella struttura di Caposoprano, per il tramite di un presunto accordo corruttivo. La gestione pubblica venne ricostituita per intero con l'intervento di un commissario nominato dalla Regione. A don Tandurella furono attribuite presunte irregolarità sui lasciti economici di ospiti dell'Ipab e di loro familiari, che il sacerdote avrebbe poi dirottato per finalità personali. In udienza preliminare, nonostante il rinvio a giudizio, il sacerdote fu assolto dalle ipotesi di falsità ideologica, impiego di denaro di provenienza illecita e malversazione. Nelle richieste istruttorie, alcuni difensori hanno avanzato l'esame testimoniale di consulenti chiamati a valutare i movimenti finanziari nei conti corrente. Sono parti civili ex assistiti dell'Ipab e familiari, con gli avvocati Liliana Bellardita e Giuseppe Fiorenza, che a loro volta hanno esposto le rispettive richieste istruttorie. Non sono costituite altre parti civili, neanche il Comune che mantiene la piena gestione pubblica dell'Ipab. La procura ha indicato le richieste istruttorie con il pm Federico Cozzi. Gli otto imputati sono rappresentati dagli avvocati Giacomo Ventura, Flavio Sinatra, Filippo Spina, Giovanna Zappulla, Valentina Lo Porto, Ruggero Razza, Francesco Incardona ed Elio Lembati.
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