Nota anonima su assunzioni a Timpazzo, pm insiste per sentire Picone: operai, "nessun favore da Greco e Balbo"
Questa mattina, innanzi al giudice, sono stati sentiti quattro operatori che ancora adesso lavorano nel sito di Timpazzo
Gela. La procura, con il pm Sonia Tramontana, questa mattina, davanti al giudice Antonio Fiorenza, ha insistito per sentire, come testimone, l'ingegnere Giovanna Picone, ormai ex manager della società Impianti Srr, che presentò denuncia, per diffamazione, rispetto a una nota anonima che ipotizzava assunzioni di favore a Timpazzo. La nota venne pubblicata da una testata online di informazione locale. Secondo la procura, sarebbero stati due ex consiglieri comunali, Virginia Farruggia e Giuseppe Spata (a giudizio), a far pervenire la nota alla testata online, il cui riferimento era Massimo Vella, a sua volta a processo. Picone, a inizio settimana raggiunta da misura di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta su un presunto ciclo illecito di rifiuti nella piattaforma di Timpazzo, ha deciso di rimettere la querela. Per la procura, va comunque sentita nel corso del dibattimento. Non intendono invece rinunciare gli imprenditori della società Novambiente, a loro volta citati nella nota che venne pubblicata. Questa mattina, innanzi al giudice, sono stati sentiti quattro operatori che ancora adesso lavorano nel sito di Timpazzo. Stando al contenuto della missiva anonima, sarebbero stati assunti perché vicini a due ex sindaci, quello di Gela Lucio Greco e l'allora primo cittadino di Butera (già presidente del cda della Srr4) Filippo Balbo. I testimoni hanno escluso di aver ottenuto la collocazione lavorativa per una presunta intercessione degli allora sindaci. In aula, si tornerà a ottobre, per sentire Picone (attualmente agli arresti domiciliari) e i tre imputati, difesi dagli avvocati Giusy Ialazzo, Simone Morgana e Carmelo Tuccio. Picone e gli imprenditori di Novambiente sono parti civili, con i legali Grillo e Garofalo.
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