"Noi con Scerra per coerenza", Sammito, Incardona e Spata: "Altri scelsero Cosentino per convenienza"

"Alleanza per Gela" sembra riprendere quota, probabilmente per far intendere ai partiti che il centrodestra locale può invertire la rotta solo superando logiche impositive

12 marzo 2026 16:29
"Noi con Scerra per coerenza", Sammito, Incardona e Spata: "Altri scelsero Cosentino per convenienza" - Un incontro elettorale di "Alleanza per Gela"
Un incontro elettorale di "Alleanza per Gela"
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Gela. Il centrodestra locale non riesce a scrollarsi di dosso il "debito" elettorale di due anni fa, quando le amministrative perse al ballottaggio rimarcarono, con tutta evidenza, l'assenza di qualsiasi memoria di unità. Segnali che si ripropongono in questi giorni, alimentati dalla sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta, che ha confermato la decadenza dal civico consesso dell'ingegnere Grazia Cosentino, candidata a sindaco proprio per il centrodestra. Una sconfitta, quella del 2024, che uno dei principali sostenitori di Cosentino, il commissario Dc Giuseppe Licata, ieri ha attribuito "all'arroganza di chi scelse di candidarsi ugualmente". Chiaro il riferimento all'ex consigliere comunale Salvatore Scerra, che con il no del centrodestra ufficiale alla sua discesa in campo diede vita ad "Alleanza per Gela", insieme a chi in quel centrodestra non si rivedeva. Un'esperienza che, fuori dai partiti, oggi sembra comunque avere un filo di congiunzione. Le parole di Licata, infatti, non vengono per nulla condivise dall'ex presidente del civico consesso Salvatore Sammito, dall'ex assessore Salvatore Incardona e dall'ex consigliere comunale, a sua volta candidato a sindaco nel 2019, Giuseppe Spata. Difendono la scelta che li portò a sostenere Scerra e quasi rilanciano quel percorso, in un centrodestra locale privo di un solido baricentro politico. "La memoria politica dei cittadini è molto più lunga di quanto qualcuno pensi. È bene ricordare che "Alleanza per Gela" non nasce per caso e non nasce nelle segreterie di Palermo o di Roma. Nasce dalla firma e dalla volontà politica di consiglieri comunali uscenti, ex sindaci, amministratori e di quattro liste civiche che decisero, in maniera libera e trasparente, di costruire un progetto politico radicato nella città e non nelle logiche dei tavoli regionali. Per questo fa sorridere sentir parlare oggi di arroganza o di autocandidature. Nessuno si è autocandidato. La nostra coalizione ha fatto una scelta politica precisa e condivisa, sostenendo un candidato che per dieci anni ha rappresentato con serietà, coerenza e presenza costante l’opposizione in città. Un percorso politico che molti cittadini conoscono bene e che qualcuno oggi prova maldestramente a riscrivere. La verità - dicono - è molto più semplice: non è stata l’ingegnere Cosentino a perdere e questo non è mai stato un fatto personale. Il punto non riguarda i nomi ma i criteri con cui si scelgono i candidati. Ha perso, piuttosto, chi ha deciso di sostenere una candidatura segnata da un evidente e costante conflitto di interessi. Su questo punto siamo sempre stati chiari: non occorre attendere altre sentenze per comprendere che quella scelta fosse quantomeno discutibile. Una candidatura che ha finito per alterare la competizione elettorale e che, in caso di vittoria, avrebbe persino esposto la città al rischio di vedere annullato l’esito delle elezioni. È su questo che una certa classe dirigente dovrebbe avere il coraggio di interrogarsi". Sammito, Incardona e Spata ribadiscono che "Alleanza per Gela" fu la risposta a un percorso decisionale eterodiretto dall'esterno, che non tenne conto della pratica quotidiana e del lavoro fatto negli anni. "Qualcuno, dunque, ha perso l’occasione di riconoscere un percorso politico costruito in dieci anni di opposizione seria, preferendo ancora una volta le logiche delle candidature calate dall’alto. Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Sarebbe stato certamente più facile abbassare la testa e accodarci alle decisioni delle segreterie palermitane. Sarebbe stato più comodo allinearsi, tacere e ottenere magari qualche spazio di potere. Ma la dignità politica non è in vendita e non è oggetto di trattativa. Abbiamo scelto - aggiungono - di difendere autonomia, idee e rispetto verso i cittadini. Anche quando questo significava andare contro tutto e tutti. Molti di noi, pur avendo riscosso un consenso di notevole portata, oggi non siedono nell’assise civica. Ma questo è spesso il prezzo della coerenza. Un prezzo che siamo orgogliosi di aver pagato. Quanto alle lezioni di coerenza, forse sarebbe opportuno un minimo di cautela. Per qualcuno, evidentemente, la coerenza è un concetto piuttosto elastico. Basti ricordare che lo stesso Licata è stato assessore nelle ultime due amministrazioni cittadine senza alcuna investitura elettiva ma esclusivamente per effetto di accordi politici e di quegli equilibri di palazzo che oggi vengono evocati con tanta disinvoltura quando conviene. Noi, invece, continuiamo a rivendicare con orgoglio quella scelta. Perché c’è una differenza sostanziale tra chi costruisce percorsi politici con la propria storia e il consenso dei cittadini e chi, invece, cambia collocazione e ruolo a seconda delle convenienze del momento. Alla fine, la politica si riduce sempre a questo: c’è chi difende la propria dignità e chi preferisce adattarsi agli equilibri del potere, che nulla hanno a che fare con il consenso democraticamente riscosso ma, ancora una volta, imposti dai palazzi di Palermo e Roma che snobbano l'impegno politico meritevole. Noi abbiamo scelto da che parte stare. Non abbiamo alcuna intenzione di cambiare". Di fatto, anche senza un intervento diretto di Scerra, che si è espresso comunque negli scorsi giorni, "Alleanza per Gela" sembra riprendere quota, probabilmente per far intendere ai partiti che il centrodestra locale può invertire la rotta solo superando logiche impositive.

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