Niscemi: una comunità che non lascia indietro nessuno
Grazie al cuore dei cittadini, il palazzetto dello sport non è stato utilizzato e molte persone hanno trovato accoglienza in abitazioni private.
Niscemi. In un momento di grande difficoltà per la città di Niscemi, colpita dallo sfollamento di numerose famiglie a causa delle abitazioni ricadenti nella cosiddetta “zona rossa”, è emerso con forza il valore umano e solidale della comunità niscemese.Di fronte all’emergenza, cittadini, istituzioni e realtà locali hanno risposto con un grande gesto di responsabilità e di cuore. Il palazzetto dello sport, che avrebbe potuto rappresentare una soluzione immediata ma provvisoria, è rimasto inutilizzato grazie alla straordinaria disponibilità dei concittadini, che hanno aperto le porte delle proprie case e offerto aiuto concreto a chi ne aveva bisogno.
Sono 1500 gli sfollati che hanno dovuto lasciare la loro abitazione . Tra loro anche la signora Vaccaro che ha dovuto lasciare ogni cosa e chi ha visto la famiglia dividersi per poter trovare un alloggio di fortuna.
Un’attenzione particolare è stata riservata alle fasce più fragili della popolazione. Numerosi anziani e persone malate hanno trovato accoglienza e rifugio nella casa di riposo della città, dove sono stati assistiti con cura, dignità e umanità, garantendo loro sicurezza e serenità in un momento di forte incertezza.
Questa emergenza ha messo a dura prova Niscemi, ma allo stesso tempo ha mostrato il volto più autentico della città: quello di una comunità unita, solidale e capace di reagire con grande senso civico. Un esempio concreto di come, anche nelle situazioni più difficili, la forza dei legami umani e la collaborazione possano fare la differenza.
Niscemi oggi non è solo una città ferita, ma una comunità che dimostra di sapersi stringere attorno ai propri cittadini, senza lasciare indietro nessuno
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