"Nessun rispetto per le donne", Cavallo e Di Benedetto: "Fava si dimetta, scriveremo anche a Schlein"

Cavallo e Di Benedetto vogliono le dimissioni di Fava

11 luglio 2026 21:00
"Nessun rispetto per le donne", Cavallo e Di Benedetto: "Fava si dimetta, scriveremo anche a Schlein" - Cavallo e Di Benedetto
Cavallo e Di Benedetto
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Gela. La sfuriata ben sopra le righe del vicesindaco Giuseppe Fava è ormai un caso politico, come abbiamo riferito ieri. Il sindaco Terenziano Di Stefano sta valutando anche la possibilità di revocargli le deleghe, come abbiamo riportato in queste ore. I consiglieri di centrodestra Sara Cavallo e Antonella Di Benedetto, al centro delle invettive di Fava, calano un ulteriore peso politico, chiamando in causa i dem e lo stesso Di Stefano. "Chiediamo le dimissioni del vicesindaco Giuseppe Fava. Annunciamo il deposito di una mozione di censura nei suoi confronti e chiediamo al sindaco Terenziano Di Stefano di revocargli le deleghe. Le scuse pubblicate dal Partito Democratico aprono la questione. A chiuderla, ormai, possono essere soltanto gli atti. Nella stanza dei gruppi consiliari, dentro Palazzo di Città, il vicesindaco Giuseppe Fava si è rivolto a noi con una violenza verbale ferocemente inaudita e indegna del ruolo di un uomo delle istituzioni. Il sindaco tace. Davanti a un comportamento che mortifica due consiglieri comunali e con loro l'intera istituzione consiliare, il primo cittadino ha scelto di guardare da un'altra parte. Il vicesindaco è espressione diretta della sua fiducia: quelle deleghe gliele ha assegnate lui, e soltanto lui può ritirargliele. Il silenzio di oggi, quindi, è già una scelta politica, e i gelesi la giudicheranno", dicono i due consiglieri. Di Stefano ha spiegato in realtà che "sta riflettendo" sulla vicenda ed è parso molto contrariato dall'atteggiamento del suo vice. I due consiglieri di centrodestra sono ancora più nette. "Al Partito Democratico, che si presenta come il partito delle donne, rivolgiamo una domanda pubblica: il rispetto per le donne vale soltanto quando la donna da difendere ha la tessera giusta? Le scuse del Partito Democratico sono arrivate scritte, pubblicate e confezionate proprio mentre a Gela si prepara la riunione regionale del campo largo. Sono scuse arrivate con il calendario in mano, per far trovare la casa pulita agli ospiti. E le pezze, purtroppo per loro, le sappiamo riconoscere benissimo. Il mandato di consigliere comunale ce lo hanno affidato i cittadini gelesi con il voto, e lo esercitiamo con serietà e senso delle istituzioni: vigiliamo sull'operato dell'amministrazione, presentiamo interrogazioni, portiamo in aula le istanze dei cittadini. È un dovere istituzionale, e lo rivendichiamo. Le interrogazioni, le critiche politiche e il controllo sull'amministrazione sono il cuore della dialettica democratica, che si regge sul confronto, anche aspro, dentro il rispetto delle persone e dei ruoli. Scriveremo entrambe al segretario nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein, perché legga riga per riga com'è fatto il rispetto per le donne dentro il suo partito, qui a Gela", sottolineano Cavallo e Di Benedetto.

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