Nello scenario nazionale del dramma carcerario Balate dà garanzie maggiori, visita della Camera penale
Negli scorsi giorni hanno fatto visita al carcere di Balate, nell'ambito dell'iniziativa “Ristretti in agosto”
Gela. Gli avvocati della Camera penale “Eschilo”, presieduta dall'avvocato Angelo Gaccione, negli scorsi giorni hanno fatto visita al carcere di Balate, nell'ambito dell'iniziativa “Ristretti in agosto”. “L’adesione della locale Camera penale all’iniziativa Ucpi “Ristretti in agosto” ha voluto proseguire questo percorso con la visita alla casa circondariale gelese, condotta dal Presidente Avv. Angelo Gaccione, dal Vicepresidente Avv. Filippo Spina (delegato all’Osservatorio Carcere), dal Segretario Avv. Angelo Cafà e dai Consiglieri Avv.ti Vittorio Giardino e Giovanni Cantaro, che ha goduto della preziosa collaborazione del Commissario Dott. Francesco Vizzì, del parroco Don Raimondo Giammusso, delle educatrici Dott.ssa Anna Maria Ferro e Alessia Carelli, del capo area contabile Paolo Bertolino. La predetta iniziativa ha voluto verificare le condizioni della restrizione e portare un segno di attenzione alla popolazione detenuta, nel contempo, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica, ma, anche, sensibilizzando le istituzioni, locali e nazionali, nonché, l’intera classe politica, circa l’attuale situazione carceraria. Hanno fatto parte della delegazione la senatrice Concetta Ketty Damante, il senatore Pietro Lorefice, la deputata dell’Assemblea Regionale Siciliana On. Rosetta Cirrone Cipolla, l’assessore Simone Morgana, delegato dal sindaco Terenziano Di Stefano, l'avvocato Antonio Gagliano, consigliere del Cnf (impegnato in altro evento istituzionale), l'avvocato Maria Antonia Giordana, presidente del Consiglio dell’Ordine di Gela, e, per essa, l’Avv. Angelo Licata, Segretario del Consiglio dell’Ordine di Gela, l'Avv. Giacomo Ventura, Presidente onorario della CP di Gela, anche, in rappresentanza dell’associazione Nessuno Tocchi Caino (fuori sede), l'Avv. Rocco Guarnaccia, già presidente della CP di Gela (assente per impegni familiari), Avv. Pierangelo Vasile, Presidente dell’AIGA, Sezione di Gela, gli iscritti alla medesima associazione Avv.ti Evelyn Callari, Maurizio Cannizzo, Francesco Iannì, Rosa Salerno. Circa le carceri italiane, il XXII Rapporto di Antigone ha evidenziato come a livello nazionale le condizioni di ristrettezza presentino diverse problematiche. In primis, il sovraffollamento. I numeri parlano al 30 aprile 2026 di 64.436 ristretti, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti (13.000 ristretti in più). Sono 73 gli istituti penitenziari in cui il tasso di affollamento è pari o superiore al 150% e 8 quelli in cui ha superato il 200%: Lucca (240%), Foggia (225%), Grosseto (213%), Lodi (212%), Milano San Vittore (210%), Brescia Canton Mombello (210%), Udine (210%), Latina (204%). Gli istituti che non hanno raggiunto il “tutto pieno” sono ormai solo 22 in tutta Italia su 189 istituti. Siamo al livello di guardia del 2013 e della sentenza Torreggiani con cui la Corte Edu ha condannato l’Italia per la violazione dell’art. 3 della Convezione (“Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”). L’aumento dei numeri è dovuto, anche, all’entità delle pene comminate, che sono sempre più lunghe. Nel 2025 le persone che scontavano una condanna tra i 5 ed i 10 anni sono passate dal 30,1% al 30,4% dei definitivi presenti, quelli che scontavano una pena dai 10 ai 20 anni sono passati dal 16,6% al 16,8%. Di converso ad esempio coloro che scontavano una pena da 1 a 3 anni sono passati dal 17,3% al 16,4% dei definitivi presenti. Un’altra possibile spiegazione della crescita delle presenze, è quanto accaduto nell’ultimo anno ai numeri delle misure alternative. Le prese in carico degli Uepe per Affidamento in prova al servizio sociale, che nel 2024 erano state 26.151, nel 2025 sono state 24.627, il 5,8% in meno. Altrettanto, sta accadendo con la Detenzione domiciliare, la seconda misura alternativa alla detenzione per incidenza numerica. I nuovi casi presi in carico nel 2024 erano stati 14.247, mentre nel 2025 sono stati 13.519, il 5,1% in meno. Forse per la prima volta da quando esistono, le misure alternative alla detenzione sono in calo. In secondo luogo, la carenza di strutture carcerarie e personale della polizia penitenziaria. Permane la mancanza di strutture a detenzione attenuate, ove accogliere le madri di bambini piccoli, che – altrimenti - sono costretti a vivere “dietro le sbarre”. E’ stata segnalata l’atavica carenza di personale della polizia penitenziaria (circa 18 mila agenti in meno rispetto all’organico ufficiale). Per arrivare al dramma dei suicidi: 33 dall’inizio dell’anno tra i detenuti 85 nel 2025 91 nel 2024 a questi numeri vanno aggiunti quelli deceduti per altre cause (malattia, overdose, omicidio, cause da accertare, che ad es. nel 2024 sono stati 155). In controtendenza le misure, adottate con la legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti con dipendenze da sostanze e alcol, entrata in vigore il 21 agosto 2026, e l’estensione (allo stato una semplice proposta), annunciata da Sisto (Viceministro alla Giustizia), della legge Smuraglia, in vigore dal 2000, che riconosce incentivi alle cooperative sociali e alle imprese, che offrono lavoro ai detenuti all’interno degli istituti penitenziari, anche in favore di coloro che, pur non essendo ristretti in carcere, scontano la pena attraverso strumenti come l’affidamento in prova ai servizi sociali, la detenzione domiciliare o il lavoro di pubblica utilità, con un ampliamento significativo della platea di beneficiari. Nel corso della visita alla Casa Circondariale di Gela - c.da Balate, sono state esaminate le sezioni detentive e i principali ambienti della struttura. La visita ha inoltre interessato la sala medica, la cucina, la cappella, la palestra, l’area passeggio destinata agli isolati, l’aula adibita ai corsi scolastici e professionali, le aree passeggio dei detenuti dei piani terra e primo, la sala teatro, l’ufficio matricola, la sala colloqui, la sala operativa, la biblioteca e la sala destinata ai colloqui con gli educatori. Le condizioni complessive dell’Istituto sono apparse buone, anche alla luce di alcuni interventi migliorativi realizzati nell’ultimo periodo. In particolare, i detenuti hanno evidenziato come la sala colloqui sia stata dotata, già dallo scorso anno, di un impianto di climatizzazione. La cappella è stata inoltre ritinteggiata dagli stessi detenuti, mediante l’utilizzo di materiali di risulta, mentre è stato realizzato un nuovo spazio destinato a biblioteca, arricchito attraverso una raccolta solidale di libri. È stato altresì constatato il regolare funzionamento dell’ascensore portavivande, il cui guasto era stato segnalato nel report relativo all’anno 2025. Quest’anno sono state inoltre installate quattro cabine telefoniche, una per ciascuna sezione, destinate ai colloqui telefonici dei detenuti, nonché quattro asciugacapelli, anch’essi distribuiti uno per sezione. Sul piano della sicurezza e dell’ammodernamento degli impianti, sono stati realizzati un nuovo impianto antincendio, un nuovo centralino e un nuovo impianto antigas. Restano, tuttavia, alcune criticità. Nell’Istituto sono attualmente presenti 80 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 46 posti. Rilevante anche la situazione della Polizia penitenziaria, che risulta sotto organico: sono 40 gli agenti effettivamente in servizio rispetto ai 52 previsti dalla pianta organica. Permangono, tuttavia, alcune criticità di carattere strutturale, che incidono sulla possibilità di ampliare e potenziare l’offerta trattamentale e rieducativa. È emersa, in particolare, la necessità di individuare o rendere disponibili ulteriori spazi, indispensabili per incrementare il numero dei detenuti ammessi ad attività lavorative, ampliare i progetti formativi e favorire lo svolgimento di ulteriori attività rieducative. All’esito di un articolato confronto con le istituzioni presenti, è emersa una comune disponibilità ad affrontare le criticità di natura burocratica che attualmente ostacolano un più ampio coinvolgimento degli enti e delle associazioni di volontariato operanti sul territorio. È stata, inoltre, condivisa l’esigenza di incrementare le ore destinate alle attività ricreative e trattamentali, nonché di favorire l’avvio di corsi di formazione e specializzazione, anche mediante l’individuazione e l’allestimento di un’area specificamente destinata a tali attività. Nel corso del confronto è stata manifestata la disponibilità a favorire un più ampio coinvolgimento degli enti e delle associazioni di volontariato del territorio e a promuovere l’avvio di ulteriori corsi di formazione e specializzazione. È stata altresì rappresentata l’opportunità di attivare, almeno nei giorni destinati ai colloqui, un collegamento di trasporto pubblico tra la stazione e l’Istituto, per agevolare gli spostamenti dei familiari dei detenuti. Tra le questioni segnalate figura anche quella relativa all’acqua destinata al consumo. I detenuti riferiscono di ricorrere prevalentemente all’acquisto di acqua confezionata a proprie spese, con maggiori difficoltà per coloro che non dispongono di adeguate risorse economiche, ai quali, in alcune occasioni, ha sopperito la generosità del parroco. La visita ha consentito un confronto diretto con la Direzione, il personale e le istituzioni presenti, facendo emergere un impegno condiviso a mantenere alta l’attenzione sulle criticità rilevate e ad attivarsi, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, per individuare e perseguire soluzioni In definitiva, se è vero - come affermato da Voltaire - che la civiltà di un popolo si misura dalle concrete. condizioni delle carceri, è anche vero come rifletteva Victor Hugo che “La liberazione non è la libertà; si esce dal carcere, ma non dalla condanna”. Per cui agire appare un atto dovuto; un atto (richiamando il Presidente Petrelli) di giustizia riparatrice e di lealtà istituzionale”, si legge in una nota della Camera penale “Eschilo”.
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