"Mpa crea imbarazzo politico", Orlando: "Mi attaccano ma sostennero Tesauro con Mancuso"
Orlando, evidentemente, si ritiene preso di mira, politicamente. La difficoltà di convivenza tra un'area dem e le espressioni di centrodestra, presenti nel governo Di Stefano, rimane tutta
Gela. In linea generale, a conclusione di una settimana per animi forti nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefanio, i dem hanno confermato che il progetto del primo cittadino vogliono sostenerlo, senza incertezze. Allo stesso modo, non vogliono interferenze di esponenti di altri partiti alleati, come nel caso del civico Rosario Faraci, che proprio dai dem si aspetterebbe una presa di posizione sul capogruppo Gaetano Orlando, fortemente critico ormai da mesi rispetto all'incidere strategico di Di Stefano. Proprio Orlando, non ci sta a sentirsi tirato in ballo, seppur indirettamente, dall'autonomista Rosario Caci, che ieri ha sostenuto le scelte del sindaco e la volontà di non farsi trascinare dagli “umori” di singoli consiglieri. Orlando, evidentemente, si ritiene preso di mira, politicamente. “Il portavoce Mpa Caci, ogni qualvolta interviene, crea imbarazzo a tutta la maggioranza e, in modo particolare, al sindaco, al Pd e al Movimento cinquestelle. Il consigliere a cui si riferisce, infatti, è quello che, alle elezioni provinciali, ha votato convintamente Di Stefano mentre lui, insieme a Michele Mancuso, si è fatto in quattro per far eleggere il sindaco di Caltanissetta, Tesauro. Basterebbe solo questo – dice Orlando - per consigliarli maggior prudenza, prima di sminuire l'azione di un consigliere comunale, la cui unica colpa sarebbe opporsi a certi comportamenti politici contrari al buon senso e ai più elementari principi democratici”. Secondo Orlando, invece, è proprio l'Mpa, collocato nel centrodestra regionale, a creare scompiglio nella gestione politica della maggioranza, in città. “Con quale coraggio interviene nelle dinamiche della compagine amministrativa, quando il giorno prima ha partecipato a una riunione con i vertici dell'Mpa per ridefinire i loro rapporti con il governo Schifani. In questo modo – continua il capogruppo consiliare dem - non ho capito se lo fa involontariamente o di proposito, mette in seria difficoltà non solo i cinquestelle ma soprattutto il Pd, partito che mi onoro di rappresentare e di difendere”. La difficoltà di convivenza tra un'area dem e le espressioni di centrodestra, presenti nel governo Di Stefano, rimane tutta e si amplifica anche se il primo cittadino non intende rinunciare affatto allo schema originario del “modello Gela”.
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