Morte Romano, a febbraio la decisione nell'appello bis dopo gli annullamenti della Cassazione

Una vicenda che risale a quattordici anni fa. Il lavoratore venne travolto e ucciso da un tubo da otto tonnellate

14 gennaio 2026 22:33
Morte Romano, a febbraio la decisione nell'appello bis dopo gli annullamenti della Cassazione -
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Gela. Tutte le parti hanno concluso e la decisione della Corte d'appello di Caltanissetta è prevista a febbraio. Si tratta del giudizio bis di secondo grado per i fatti che portarono alla morte dell'operaio trentenne Francesco Romano. Una vicenda che risale a quattordici anni fa. Il lavoratore, impegnato alle dipendenze della società Cosmisud, venne travolto e ucciso da un tubo da otto tonnellate, staccatosi da una catasta, collocata lungo la radice pontile della raffineria Eni. Erano in corso lavori di sostituzione di una delle linee. In primo e secondo grado, ci furono condanne ma anche assoluzioni, soprattutto per i riferimenti di Eni. La Cassazione, lo scorso anno, indicò una serie di annullamenti con rinvio, che hanno determinato il nuovo procedimento d'appello. I giudici romani decisero l'annullamento con rinvio, per un nuovo giudizio, rispetto alla posizione del manager Eni Bernardo Casa e ancora di Fabrizio Zanerolli e della società Bioraffineria di Gela. Solo per rideterminare l'entità della pena, invece, per Rocco Fisci, Nicola Carrera, Mario Giandomenico, Marco Morelli, Sandro Iengo, Salvatore Marotta e Serafino Tuccio. Per loro, come già precisa il dispositivo emesso dai magistrati di Cassazione, è stata dichiarata "l'irrevocabilità della sentenza in ordine all'affermazione della responsabilità penale". Un nuovo giudizio di appello pure per le società Sgs Sertec e Cosmisud (con i legali Ornella Crapanzano e Filippo Spina), per le quali la procura generale ha chiesto ancora la condanna ma con il pagamento di quote riviste. Il giudice del tribunale di Gela, in primo grado, e quelli di appello, hanno individuato responsabilità nella filiera dei controlli. Non sarebbero state osservate, secondo le contestazioni, le necessarie misure di sicurezza e i piani predisposti avrebbero presentato falle di impostazione. Ricostruzione respinta dalle difese, che escludono elementi di collegamento tra la vicenda della morte e i ruoli ricoperti dagli imputati, trattandosi di manager Eni, responsabili delle società di controllo e vertici della stessa Cosmisud. La moglie di Romano, nell'interesse delle due figlie, ha seguito fin dall'inizio il procedimento, come parte civile assistita dal legale Salvo Macrì. Un anno fa, la Cassazione, infine, disposte l'annullamento senza rinvio per Angelo Pennisi, perché intanto deceduto. Annullamento senza rinvio pure per le posizioni di Alberto Bertini e Fabrizio Agostini, che quindi sono stati assolti "per non aver commesso il fatto". Tra i difensori, gli avvocati Carlo Autru Ryolo, Giacomo Ventura, Gualtiero Cataldo, Giovanni Dallera, Dario Bolognesi, Antonio Gagliano e Antonio Raffo.

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