Mobilitazione sanità, primi medici rispondono all'appello per ritornare: presidio va avanti
Il sindaco, nel pomeriggio, ha ribadito che si va avanti con la mobilitazione
Gela. Come abbiamo riferito questa mattina, il presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, per una sanità da potenziare, è arrivato al quattordicesimo giorno. L'incontro di ieri a Caltanissetta, in sede Asp, non ha sortito particolari effetti. Anche per questa ragione, il presidio va avanti. Dopo la riunione con il management di Asp, il sindaco Terenziano Di Stefano e la sua amministrazione, a sunto dell'esito del confronto, hanno rivolto un appello a tutti i medici che, anche da altre Regioni, volessero venire a prestare servizio nel nosocomio di Caposoprano. In giornata, ci sono state le prime risposte. Almeno due medici gelesi, che attualmente lavorano fuori dalla Sicilia, hanno dato disponibilità: una presentandosi direttamente al presidio. È possibile contattare l'amministrazione comunale attraverso l'indirizzo pec del Comune. C'è già chi aveva tentato la strada del ritorno in città, per lavorare al "Vittorio Emanuele", ma Asp, a quanto pare, gli aveva anzitutto prospettato l'opzione del "Sant'Elia" di Caltanissetta. Un aspetto, questo, che l'amministrazione comunale intende segnalare. Il sindaco, nel pomeriggio, ha ribadito che si va avanti con la mobilitazione. "Proseguirà nei prossimi giorni - ha detto - ci aspettiamo un atto di buona volontà dal governo regionale, dall'assessorato e dall'Asp. Non è possibile che i reparti del nostro ospedale vadano avanti con pochissimo personale".
30.1°