Misure correttive e atti finanziari, appello di Morselli a vuoto: "Da consiglieri immaturità politica"
Gela. “Il silenzio che si sono autoimposti i consiglieri che hanno firmato la mozione di sfiducia non è giustificabile. Non hanno risposto all’appello della commissione bilancio”. Il presidente Romina...
Gela. “Il silenzio che si sono autoimposti i consiglieri che hanno firmato la mozione di sfiducia non è giustificabile. Non hanno risposto all’appello della commissione bilancio”. Il presidente Romina Morselli prende le distanze dalla strategia scelta dai diciotto della sfiducia, che in questo modo non starebbero accettando il confronto neanche sulle misure correttive e sugli atti finanziari che ancora devono arrivare in aula consiliare. “La giudico una mossa politicamente immatura – dice ancora Morselli – davanti ad atti fondamentali, mi riferisco alle misure correttive imposte dalla Corte dei Conti e ai provvedimenti finanziari che sono in corso di istruttoria, serve una presa di posizione. Non hanno nulla a che vedere con la mozione di sfiducia. Invece, la decisione di non rispondere agli attacchi della giunta la stanno utilizzando anche per non dare seguito a quanto chiesto da me e dagli altri consiglieri della commissione”.
La dem Morselli, più volte, ha sostenuto che prima di discutere in aula la terza mozione di sfiducia, sarebbe necessario approvare le misure correttive e gli atti finanziari, per non pregiudicare gli equilibri finanziari del Comune, già decisamente precari. Non ha mai nascosto la volontà di collaborare con l’amministrazione comunale, perlomeno su questi temi. Il fronte della sfiducia, invece, appare sempre più convinto della necessità di arrivare prima possibile in aula per discutere la mozione.
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