"Mie critiche fondate", Orlando: "Pd sia forte, no a una giunta con forze spurie"
Una cosa è certa, in maggioranza sta prevalendo un'eterogeneità di verdute che fraziona i gruppi
Gela. Il momento delicato che si vive nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano è quasi sintetizzato dalle mosse del capogruppo consiliare dem Gaetano Orlando, da tempo critico verso le strategie politiche del primo cittadino. Ieri, il gruppo dem ha lasciato l'aula, contestando l'accelerata nella discussione e puntando sul presidente della commissione bilancio Vincenzo Tomasi, che non avrebbe tenuto conto del lavoro del componente democratico Lorena Alabiso. Per Orlando, quanto accaduto conferma i dubbi mossi in questi mesi. "E così, alla fine, le mie critiche non erano poi per niente infondate. Era sbagliato quindi leggerle come una sorta di resa dei conti all'interno del Pd né era corretto interpretarle come un tentativo di destabilizzare l'attività amministrativa", dice. Per Orlando, "l'obbiettivo è di rafforzare il ruolo del Pd e rendere più stabile e più coesa una giunta comunale che non può continuare a essere ostaggio di forze politicamente spurie, pronte a passare, quando se ne presenteranno le occasioni, nel campo avverso". Il capogruppo democratico tiene aperto il fronte strettamente politico nonostante sia apparso piuttosto isolato, anche tra i suoi compagni di partito. "Per quel che mi riguarda, continuerò a difendere, insieme al mio partito, gli interessi della città e continuerò a farlo in modo convinto e disinteressato, senza abbondonare, però, quella autonomia di giudizio, necessaria per prendere decisioni serie e coraggiose", conclude. Una cosa è certa, in maggioranza sta prevalendo un'eterogeneità di verdute che fraziona i gruppi.
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