"Mi drogava", donna in aula: accuse a un carabiniere
Ha descritto un legame sentimentale molto travagliato. Per le difese del militare dell'arma, la versione resa dalla testimone non avrebbe attinenza rispetto alla contestazione mossa
Gela. C'è stata parecchia tensione verbale in aula, davanti al giudice Flavia Tornetta, oggi nel corso di una delle udienze dibattimentali che vedono imputato un carabiniere gelese, che da qualche anno presta servizio fuori dalla Sicilia. È accusato di maltrattamenti a danno dell'ex moglie, costituita parte civile con il legale Eleanna Parasiliti Molica. La dialettica tra le parti del procedimento si è accesa durante la testimonianza di una donna, che con il militare dell'arma ebbe una lunga relazione sentimentale. Lei, nel corso della deposizione, rispondendo alle domande, ha ricostruito i particolari di un rapporto che strinse con l'imputato, convinta che fosse ormai separato dalla moglie. In realtà, il rapporto coniugale andava avanti. La testimone ha fatto riferimento a un'omologa della separazione dalla moglie, presentatale dal militare dell'arma, che in realtà era falsa. Ha inoltre descritto un legame sentimentale molto travagliato fatto di un controllo costante e addirittura di episodi nei quali lei stessa sarebbe stata drogata dall'imputato. Ha indicato diverse situazioni anomale e l'esito di esami tecnici che confermavano la possibile presenza di sostanze stordenti e di tracce di cocaina, in bevande che aveva ingerito. I difensori del carabiniere, gli avvocati Salvo Macrì e Luigi Cinquerrui, a più riprese durante l'esame testimoniale, si sono opposti, precisando che diversi fatti indicati dalla testimone sono stati archiviati in altri procedimenti. Hanno insistito sulla necessità di concentrare l'esame sul capo di accusa mosso al carabiniere, quello di maltrattamenti all'ex moglie. Per la parte civile, invece, la testimonianza si è resa necessaria allo scopo di delineare il presunto modus operandi dell'imputato, messo in atto non solo nella relazione extraconiugale ma pure durante il rapporto con l'ex moglie. La testimone ha ripercorso il periodo della relazione con l'imputato, ritornando su varie vicende, poi finite in altri procedimenti penali, compreso quello per accessi abusivi ai sistemi informatici in dotazione alle forze dell'ordine. Per le difese del militare dell'arma, la versione resa dalla testimone non avrebbe attinenza rispetto alla contestazione mossa dalla procura. I maltrattamenti all'ex moglie si sarebbero concretizzati in un periodo compreso fra 2015 e 2017, successivamente denunciati. I difensori respingono le imputazioni, convinti che mancherebbero riscontri effettivi dai referti ospedalieri. In aula, per sentire altri testimoni, si tornerà a settembre.
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