Mazzarino, il caso del teatro "Bartolotta" e i debiti: legami familiari e responsabilità, scontro tra Faraci e i lab
Continua lo scontro sui debiti del Comune di Mazzarino
Mazzarino. Intorno all'ipoteca sul teatro “Bartolotta” di Mazzarino, si accendono nuovamente le diatribe politiche. Sono stati molto duri gli esponenti di “Mazzarino lab”, che hanno fortemente criticato un certo modo amministrativo di agire. Il sindaco Domenico Faraci ha rilasciato una nota sul tema. “Il comunicato diffuso da MazzarinoLab ricostruisce in modo parziale e strumentale la vicenda dei debiti comunali, parlando di una “classe dirigente che dal 2008 non paga”, ma evitando di indicare nomi, ruoli e continuità politiche e tecniche. Nel periodo 2004–2009, il padre del consigliere Damiano Arena era consigliere di maggioranza dell’amministrazione Virnuccio, parte di quella stagione politica ora criticata. La formula “dal 2008” comprende tutte le amministrazioni fino al 2023 e non può essere usata per creare un confine artificiale tra “prima” e “adesso”. Durante quegli anni, Vincenzo Zafarana, oggi consulente vicino ad Arena, era capo settore Finanze del Comune. Gli è subentrata Rosetta Ragusa, madre di Mariangela Virnuccio, oggi dirigente e volto pubblico di MazzarinoLab. La filiera tecnica accusata da MazzarinoLab è quindi la stessa a cui lo stesso gruppo fa riferimento. L’attuale amministrazione, insediata il 12 giugno 2024, è estranea alla formazione dei debiti contestati e non può essere assimilata al quindicennio precedente. Chi chiede trasparenza dovrebbe indicare i ruoli ricoperti nel periodo 2008–2023 dai propri riferimenti politici e tecnici; distinguere responsabilità storiche da quelle attuali; ricostruire atti, giunte, decisioni e gestione finanziaria degli ultimi quindici anni, comprese le scelte su cartelle e ipoteche. La narrazione proposta da MazzarinoLab omette legami politici, familiari e professionali che collocano lo stesso gruppo dentro la storia amministrativa che critica. La nuova amministrazione sarà valutata sui fatti, non caricata delle colpe di chi ha gestito il Comune dal 2008 al 2023”, riporta la nota diffusa da Faraci.
Da “MazzarinoLab”, attraverso il presidente Maurizio Giuiusa Branciforti, controbattono, prendendo spunto da un post pubblicato dal consigliere Gaetano Petralia. “Perché il Consigliere Petralia, che fugge con il Primo Cittadino dai Consigli comunali,che diserta le sedi istituzionali in cui confrontarsi e discutere con gli altri rappresentanti della cittadinanza, entra oggi così a gamba tesa sui social (peraltro travisando vistosamente quanto da noi detto) e non si occupa, piuttosto, di dare spiegazioni sul galoppante indebitamento accumulato dall’Ente non durante questi dueanni di Amministrazione Faraci ma proprio negli anni in cui egli era il burattinaio dietroal Sindaco D’Asaro? Che a complimentarsi con l’autore del post, poi, per la sua “ricostruzionestorica”, sia una Vicesindaca proveniente da Gela, arrivata a Mazzarino da poco più di unannoeche nulla davvero conosce degli avvenimenti del nostro comune, si qualifica da sé e non necessita che ulteriormente vi si infierisca. Riservandoci di rispondere più distesamente in altra occasione, magari durantelanostra prima diretta dell’anno, vogliamo comunque sin d’ora offrire ai cittadini pochi masignificativi punti, utili a restituire verità e spazzare via l’agglomerato di imbarazzanti e capziose argomentazioni messe in piedi dal Consigliere Petralia. Ai Consiglieri comunali non spettano poteri di governo dell’Ente, attribuzioni cheinvecesono proprie del Sindaco e della Giunta municipale (basterebbe, prima di parlare, dareunarapida occhiata al d.lgs. n. 267/2000, ossia il T.U.E.L.); un Consigliere comunale, pertanto, ancorché di maggioranza come nel casorichiamatoda Petralia, non ha concretamente alcun potere, in quanto singolo, per impedire l’attuazione dei provvedimenti amministrativi di iniziativa del Sindaco e della Giunta, potendo al più esprimersi contro di essi votando in senso sfavorevole (si pensi al dissensomanifestato al tempo rispetto all’accensione del mutuo ventennale per l’acquisizione della c.d. zona D1); le decisioni in materia economico-finanziaria (tra le quali, evidentemente, quellerelativeagli impegni di spesa) rientrano a pieno titolo nelle prerogative del solo Organopoliticodi governo, ossia il Sindaco con la sua Giunta, e in nessun modo gli Uffici ei loro Responsabili possono opporsi a quanto tale Organo politico stabilisce nell’eserciziodei propri poteri, in quanto diversamente si andrebbe incontro a conseguenze anche penali,come, ad esempio, quelle previste per il reato di rifiuto e omissione di atti d’ufficio ex art.328 c.p.; Petralia dimentica o fa finta di dimenticare che l’ex Sindaco Giovanni Virnuccio, della cui maggioranza circa venti anni fa faceva parte Totò Arena, alle ultime elezioni ha sostenuto e contribuito a fare eleggere non già Damiano Arena bensì proprio Mimmo Faraci, l’attuale Primo Cittadino; se l’indebitamento accertato dall’Agenzia delle Entrate comincia nel 2008 e perdura fino al 2023, significa che l’inizio coincide con l’ultimo anno di Amministrazione Virnuccio,registrando invece il suo massimo incremento nei cinque anni di Amministrazione D’Asaro e nei dieci successivi di Amministrazione Marino; è bene ricordare, soprattutto data la tendenza ad atteggiarsi da sepolcro imbiancato,che il Dott.Petralia, già Presidente del Consiglio e Consigliere comunale con Virnuccio, fin dal primo giorno è stato il consulente personale del Sindaco D’Asaro e dopo, una volta terminato il proprio mandato da Consigliere provinciale, ne è divenuto addirittura il suo vicesindaco (nonché, com’è noto alla cronaca e alla memoria storica, “Sindaco ombra”). La verità è che il consigliere Petralia, storico protagonista della peggiore politica mazzarinese, impiega una comunicazione tanto abusata, in primis ai vertici dell’odierna classe dirigente nazionale. Egli, infatti, anziché fornire risposte per la risoluzione del problema accusa chi lo ha messo in evidenza, distraendo l’attenzione su fatti risalenti nel tempo che molti non hanno gli strumenti per verificare o confutare e gettando gratuito discredito verso chi pone delle legittime osservazioni. Il sistema della macchina del fango - questo Petralia evidentemente nonlo ha capito nonostante anni di esperienza da Consigliere, Presidente del Consiglio e Vicesindaco -, si contraddistingue per un curiosissimo effetto boomerang: dopo averla messa in modo e una volta scoperta la reale verità, tutta la melma scagliata ritorna indietro al mittente, con tanto di interessi. “Mazzarino Lab” da sempre serve con senso di abnegazione e trasparenza i cittadini e non accetta - né mai accetterà - lezioni di storia o di moralità da chi ha contribuito in prima persona a devastare politicamente, economicamente e socialmente il nostro amato comune” spiegano da “MazzarinoLab”.
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