Madre uccisa nell'abitazione di famiglia, "Tinnirello ancora pericoloso"
Subito dopo i fatti, Tinnirello si presentò alle forze dell'ordine, spiegando di aver colpito la madre. A luglio, sarà sentito il medico legale che si occupò dell'esame autoptico condotto sul corpo della vittima
Gela. Filippo Tinnirello, reo confesso dell'omicidio della madre, la sessantaquattrenne Francesca Ferrigno, è ancora “socialmente pericoloso”. Lo ha riferito l'esperto nominato dalla Corte d'assise di Caltanissetta, davanti alla quale Tinnirello risponde di quanto accaduto nell'abitazione di famiglia, due anni fa. La madre venne raggiunta da almeno un fendente, con una lama, morendo prima ancora che potessero giungere i soccorsi in via Vitali. La valutazione della pericolosità sociale dell'imputato si è posta in relazione alla misura di sicurezza. Subito dopo i fatti, Tinnirello si presentò alle forze dell'ordine, spiegando di aver colpito la madre. Pare che quella sera ci fosse stata l'ennesima lite, dato che l'imputato faceva spesso richieste pressanti alla madre. Tinnirello, che per anni è stato sottoposto a trattamenti per disturbi psichici e per la tossicodipendenza, in fase di indagine venne dichiarato del tutto incapace di intendere e di volere ma una relazione successiva ne delineò l'incapacità solo parziale. Risponde dell'omicidio, difeso dall'avvocato Giusy Ialazzo, davanti ai giudici nisseni che nell'udienza tenutasi in settimana hanno acquisito le dichiarazioni di due vicini di casa, sentiti nell'immediatezza dei fatti. A luglio, sarà la volta del medico legale che si occupò dell'esame autoptico condotto sul corpo della vittima.
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