Loculi Farello, la parola alle confraternite: “L’emergenza non è finita”
Loculi a Farello, Il Comune parla di crisi rientrata ma le confraternite contestano questa dichiarazione e chiedono tempi certi per la restituzione dei loculi e una programmazione strutturale.
Gela. L’emergenza che interessa i loculi del cimitero Farello per l’amministrazione sarebbe rientrata. Ma le confraternite non ci stanno e chiedono tempi certi. La disponibilità di loculi resta una questione aperta e soprattutto resta irrisolto il problema di quelli che il Comune ha acquisito e che devono essere restituiti.
Il punto è particolarmente delicato quando una confraternita si trova a dover rispondere alla richiesta di una famiglia che ha appena perso un proprio caro. Avere un loculo disponibile significa poter garantire una risposta immediata. Se invece quello spazio è stato preso in prestito da un altro defunto e non è ancora rientrato nella disponibilità della confraternita, i tempi possono allungarsi.
Ed è proprio sui tempi che arriva la protesta. Le confraternite chiedono di sapere quando potranno riavere i loculi acquisiti dal Comune, con un calendario e impegni precisi, evitando che ogni nuova necessità si trasformi in una corsa contro il tempo. Una situazione che, secondo le confraternite, non nasce oggi. Dal 2008, denunciano, sarebbe mancata una programmazione adeguata rispetto al fabbisogno cimiteriale. Negli anni il problema si sarebbe quindi trascinato, fino ad arrivare alla pandemia. Il Covid, secondo quanto viene evidenziato, ha dato il colpo di grazia a una situazione già fragile, aumentando la pressione sulla disponibilità degli spazi e rendendo ancora più evidente la necessità di una programmazione strutturale.
Oggi, quindi, la replica alle rassicurazioni dell’amministrazione è chiara: l’emergenza non può essere considerata risolta semplicemente perché nell’immediato ci sono soluzioni disponibili. Il problema, per le confraternite, riguarda il futuro e la capacità di garantire posti sufficienti anche nei prossimi anni. La richiesta all’amministrazione è dunque quella di passare dall’emergenza alla programmazione: nuovi spazi, gestione dei loculi esistenti e tempi certi di restituzione. Perché se da Palazzo di Città si parla di emergenza rientrata, dalle confraternite arriva una lettura diversa: il problema, dicono, resta e non può essere affrontato soltanto quando si presenta una nuova urgenza.
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