L'inchiesta antidroga e i beni ritenuti fittiziamente intestati: chieste due assoluzioni

La procura ha ribadito che non ci sono le condizioni per richiedere la condanna

28 giugno 2026 18:52
L'inchiesta antidroga e i beni ritenuti fittiziamente intestati: chieste due assoluzioni -
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Gela. Per la procura, non ci sono riscontri certi né elementi confermati circa presunte intestazioni fittizie di beni, per eludere le misure imposte a seguito di un'inchiesta antidroga che condusse alla condanna del quarantatreenne Emanuele Brancato. Il pm Fabrizio Furnari, a conclusione della sua requisitoria, davanti al collegio penale del tribunale, ha richiesto l'assoluzione per lo stesso Brancato, detenuto a seguito della successiva condanna per i fatti dell'indagine “Chimera”, e per l'imprenditore Natale Alessandro Susino, a processo perché inizialmente ritenuto coinvolto in una presunta intestazione di favore di un suv Bmw, che acquistò. Oltre che sulla vettura, gli investigatori lavorarono su altri beni, che ritennero potessero essere riconducibili a Brancato ma intestati fittiziamente a familiari, come nel caso di un bar. La procura ha ribadito che non ci sono le condizioni per richiedere la condanna sia per Brancato sia per Susino, assistiti dagli avvocati Giacomo Ventura e Joseph Donegani, che già nel corso dell'istruttoria dibattimentale hanno escluso anomalie o trasferimenti di beni solo per eludere le misure. La decisione del collegio penale è prevista per settembre.

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