Lezione del professore Morselli ha chiuso il ciclo sull'intelligenza artificiale
Proponiamo una sintesi della lezione di Morselli
Gela. Dopo lo svolgimento delle lezioni dei professori Tieri, Sassu, Rinaldi, Petrillo e Breccia, ieri con la lezione del professore Alessandro Morselli, dal titolo “L’Economia (Politica) è di Destra o di Sinistra?”, si è chiuso il ciclo di lezioni (Formazione Scuola-Lavoro Fsl) “L’intelligenza artificiale: un viaggio nel mondo dell’archeologia, del diritto, dell’economia e della medicina”. I docenti fanno parte del dipartimento di diritto e società digitale dell'Università di Roma UnitelmaSapienza. Un’esperienza significativa per i circa 250 studenti partecipanti del Liceo Classico Eschilo e del Liceo delle Scienze Umane, al fine di orientarli nel mondo universitario e in quello del lavoro, in un contesto contrassegnato dall’Intelligenza Artificiale. Le lezioni sono state coordinate dalla professoressa Antonuccio del Liceo Classico Eschilo. Proponiamo una sintesi della lezione di Morselli.
"La distinzione tra Destra e Sinistra si inserisce all’interno di un dibattito molto acceso tra i politologi, e a tal proposito non esiste accordo nel delineare una differenziazione tra i due poli nel panorama politico. Il ricorso all'economia è uno dei modi più consolidati per distinguere le posizioni politiche di destra e di sinistra. In economia destra e sinistra si differenziano per l'approccio al mercato e allo Stato: la destra generalmente è orientata su una bassa tassazione, liberismoe sostegno all'impresa privata; mentre la sinistra privilegia la redistribuzione della ricchezza, il welfare state e una maggiore regolamentazione statale per ridurre le disuguaglianze. Per gli economisti la distinzione formulata è che la destra è per il mercato, mentre la sinistra è per l’intervento dello Stato nell’economia, ciò comporta che un partito sia tanto più a sinistra quanto più intervento dello Stato propone. Di conseguenza la sinistra è quella che associa il socialismo con la pianificazione centralizzata. Quindi, in un sistema capitalistico la destra è per l’individualismo e per il mercato, mentre la sinistra è per la solidarietà, l’uguaglianza e la difesa dei lavoratori. La distinzione tra destra e sinistra politica, applicata all'economia, si può intrecciare con l’Economia Politica e con le sue branche principali: microeconomia e macroeconomia. Mentre la microeconomia si concentra sui singoli agenti, la macroeconomia analizza il sistema economico nel suo complesso. Infatti la destra è talvolta più vicina a teorie microeconomiche liberiste (mercato) e la sinistra a politiche macroeconomiche keynesiane (intervento pubblico, Stato). I principi del liberalismo economico: 1)gli individui hanno comportamenti razionali; 2) il mercato è l’elemento motore di ogni regolazione economica. Il postulato del comportamento razionale si associa ad un altro postulato: ogni individuo è alla ricerca di ciò che è utile alla sua soddisfazione, ciò che può ottimizzare o massimizzare il suo piacere. Quindi, ogni individuo rivela nei comportamenti una serie di calcoli sull’utilità o disutilità di ogni bene o di ogni atto in rapporto al piacere che ciò gli procura o del quale dovrebbe privarsi, pertanto le scelte sono anzitutto individuali (si tratta dei fondamenti dell’edonismo razionalista). La ragione, il piacere e l’individuo rappresentano i tre pilastri dell’ideologia liberale. Pertanto la destra politica - destra liberale, è spesso associata a politiche economiche ispirate alla microeconomia, in particolare per quanto riguarda la centralità del libero mercato, la valorizzazione dell'impresa privata, la proprietà privata e la riduzione dell'intervento statale nell'economia. Non si tratta, quindi, di collocare l’economia a destra o a sinistra, ma di evidenziare un dato: ogni teoria trova riferimento in un’epoca, nella sua complessità e nel suo disordine apparente, ed è proprio la ricerca dei fondamenti di tale complessità e della sua regolazione che favorisce la nascita di una teoria. Nelle economie attuali è impensabile un’astensione totale dello Stato; il dibattito oggi riguarda piuttosto l’estensione, la direzione e la qualità che l’intervento pubblico deve avere, per regolare e non annullare la libertà dei mercati".
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