Lavoratori società vigilanza, continua protesta: sit-in alla bioraffineria
Questa volta, il sit-in davanti ai cancelli della bioraffineria
Gela. Secondo giorno di sit-in per i lavoratori delle società di vigilanza, che operano per conto di Eni, i cui contratti non sono stati rinnovati. Questa volta, il sit-in davanti ai cancelli della bioraffineria. "Siamo al fianco delle guardie giurate che da un giorno all'altro si sono viste sbarrare l'ingresso non da un cancello ma da un sistema che considera il lavoro un bene a scadenza. La posizione della Filcams Cgil e della Cgil è netta: non possiamo accettare che decine di famiglie rimangano al freddo, dall'oggi al domani, con la giustificazione burocratica del fine contratto. Dietro la dicitura tecnica di un tempo determinato ci sono affitti da pagare, figli a scuola e la dignità di chi ha garantito la sicurezza di questo sito con professionalità e sacrificio. La nostra provincia sta vivendo un'emergenza occupazionale senza precedenti. Ogni posto di lavoro perso è una ferita inferta a un territorio già fragile, che continua a veder fuggire i propri giovani e a veder impoverire chi resta. Il caso di questi lavoratori è lo specchio di un’Italia che ha smesso di investire sulla stabilità. Siamo davanti a un sistema-paese che predilige il lavoro precario, trasformando i lavoratori in ingranaggi sostituibili secondo logiche di puro risparmio", dicono i segretari Nuccio Corallo, Luigi Pulici, Rosanna Moncada ed Elisa Camellini.
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