L'alleanza tra mafie nel nord Italia, aperto dibattimento: accuse anche ai gelesi
Secondo le accuse, i riferimenti nel nord Italia di Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra, avevano creato una vera e propria alleanza per controllare interi settori economici
Milano. È stato aperto questa mattina il dibattimento a carico di quarantacinque imputati, tutti coinvolti nella maxi inchiesta sul presunto consorzio di mafie, attivo, secondo gli investigatori, in Lombardia e in altre aree del nord Italia. Il rinvio a giudizio risale agli scorsi mesi. Sono quattro i gelesi a processo, coinvolti nel blitz "Hydra". Il procedimento è stato avviato davanti al collegio penale del tribunale di Milano, nell'aula bunker del carcere di San Vittore. Secondo le accuse, i riferimenti nel nord Italia di Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra, avevano creato una vera e propria alleanza per controllare interi settori economici, mantenendo imposizioni e avendo legami anche con il tessuto politico di quei territori. I gelesi che ne rispondono sono Dario Nicastro, Fabio Nicastro, Francesco Nicastro e Rosario Bonvissuto, da tempo radicati nella provincia di Varese e nell'hinterland milanese. Di loro, tra gli altri aspetti al vaglio degli inquirenti e dei magistrati, hanno parlato i due collaboratori di giustizia William Cerbo e Francesco Bellusci (condannati in abbreviato), che hanno iniziato a raccontare i particolari dei rapporti criminali in Lombardia. Alla lista dei neo collaboratori di giustizia si è aggiunto Gioacchino Amico, considerato pienamente coinvolto nel sistema camorristico. Il verbale delle sue dichiarazioni è stato prodotto dai pm, questa mattina. Aveva iniziato a parlare con i magistrati della Dda di Milano, che hanno coordinato l'inchiesta, anche Bernardo Pace, che però pochi giorni fa si è tolto la vita nel carcere di Torino, dove era ristretto. Due fratelli Nicastro avrebbero preso parte ai summit monitorati dagli investigatori. Tra gli imputati, Paolo Aurelio Errante Parrino, legato al contesto di Matteo Messina Denaro e considerato vicino al mandamento trapanese di Cosa nostra, Santo Crea, indicato come esponente della ’ndrangheta, e Giancarlo Vestiti, ritenuto un luogotenente della camorra. In abbreviato, davanti al gup del tribunale milanese, sono già state emesse più di sessanta condanne per altri coinvolti che optarono per il giudizio abbreviato. In dibattimento, i Nicastro e Bonvissuto sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Eliana Zecca, Danilo Tipo, Corrado Viazzo, Silvia Consonni, Francesca Cramis ed Emanuela Berardi.
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