L'acqua che non c'è, l'emergenza non finisce mai: Cgil, Cisl e Uil, "Conti convochi Caltaqua e Siciliacque"

Gela. Il copione è sempre uguale, da anni. L’acqua manca e i disservizi sono da rintracciare nel gestore del servizio idrico, la società italo-spagnola Caltaqua, e in chi detiene il sovrambito, Sicili...

A cura di Redazione Redazione
04 gennaio 2020 16:20
L'acqua che non c'è, l'emergenza non finisce mai: Cgil, Cisl e Uil, "Conti convochi Caltaqua e Siciliacque" -
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Gela. Il copione è sempre uguale, da anni. L’acqua manca e i disservizi sono da rintracciare nel gestore del servizio idrico, la società italo-spagnola Caltaqua, e in chi detiene il sovrambito, Siciliacque. Un sistema fin troppo vetusto, guasti costanti e migliaia di utenti a secco, a Gela così come in altri centri della provincia. I profitti sono enormi, gli investimenti latitano, ma in compenso le bollette “d’oro” non mancano mai. I confederali di Cgil, Cisl e Uil, questa volta, si rivolgono al sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, adesso presidente della nuova Assemblea territoriale idrica. “Il presidente dell’Ati Massimilano Conti convochi Siciliacque e Caltaqua per i continui disservizi – dicono Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro – la mancata erogazione idrica ha tormentato le festività natalizie dei cittadini gelesi e di quelli di altri centri della provincia. Cgil, Cisl e Uil tornano a denunciare con forza i disservizi generati da Siciliacque, che ha messo in difficoltà larghe fette di popolazione della Sicilia centrale interessando anche molti comuni nisseni ed ennesi. Non è la prima volta che il sindacato interviene sui problemi legati alla rottura delle linee conduttrici che non alimentano i serbatoi di Caltaqua. A fronte di ingenti profitti, derivanti dalla tariffa di 70 centesimi a metro cubo, rileviamo scarsi investimenti sulle reti idriche dell’ente gestore Siciliacque, che provocano diffusi e giustificati malumori degli utenti. Il salato costo delle bollette stride con i sacrifici dei cittadini che devono adoperarsi autonomamente per rifornirsi di acqua”. Un sistema contraddistinto da enormi falle e, fino ad oggi, da pochi controlli. “Cgil, Cisl e Uil chiedono una forte presa di posizione al sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, attuale presidente dell’Ati – continuano – che esortiamo a convocare Caltacqua e Siciliacque per definire e pianificare le attività di propria competenza. Con l’occasione i ventidue sindaci della provincia potranno confrontarsi su punti qualificanti, in attesa di approvazione, il piano d’ambito, lo statuto, la proposta tariffaria, il piano operativo di emergenza, il piano operativo annuale e la carta di qualità dei servizi”.

In base alla carta dei servizi, il gestore “si impegna a garantire il servizio tranne che per cause non imputabili, ad esempio mancanza d’acqua per eventi atmosferici. Per quanto riguarda il problema della manutenzione delle condotte è obbligata ad assicurare che il sistema abbia un funzionamento di regime regolare in modo da ottenere i previsti risultati di soddisfazione della clientela”. I confederali della triplice spiegano che tutto questo non si è mai verificato. “Chiediamo di accelerare la gestione del sistema idrico integrato e di intervenire nel rapporto contrattuale con Caltaqua e Siciliacque – concludono – perché l’acqua è un bene prezioso e una fondamentale risorsa della vita quotidiana e come tale va salvaguardata e valorizzata”. Dalla Regione non sono ancora arrivate indicazioni sulle conclusioni della commissione tecnica, con quattro componenti, compreso il sindaco Lucio Greco, schierati per lo scioglimento anticipato del contratto con Caltaqua.

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