La musica di Giya Kancheli per i concerti dell’Orchestra Sinfonica Siciliana
PALERMO (ITALPRESS) – Un programma di grande intensità spirituale per i prossimi concerti della 66ª Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma venerdì 20 marzo alle ore 20.30 e sabato 21 marzo alle ore 17.30 al Politeama Garibaldi di Palerm
PALERMO (ITALPRESS) – Un programma di grande intensità spirituale per i prossimi concerti della 66ª Stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma venerdì 20 marzo alle ore 20.30 e sabato 21 marzo alle ore 17.30 al Politeama Garibaldi di Palermo. Sul podio salirà il direttore spagnolo Pablo Gonzàlez, mentre solista della serata sarà il basso-baritono lettone Egils Silin, interprete tra i più autorevoli del repertorio operistico tedesco e nordeuropeo. Il concerto è interamente dedicato alla musica del compositore georgiano Giya Kancheli (1935-2019), una delle figure più originali del panorama musicale europeo della seconda metà del Novecento.
La prima parte del programma è costituita dalla sua Sinfonia n. 6, composta tra il 1978 e il 1980 su commissione del celebre direttore Kurt Masur, che ne diresse la prima esecuzione a Lipsia nel 1981. L’opera rappresenta uno degli esempi più significativi del linguaggio sinfonico di Kancheli, caratterizzato da un intenso senso di spiritualità e da un uso fortemente espressivo dei contrasti dinamici e timbrici. La partitura si articola in due movimenti eseguiti senza soluzione di continuità e prende avvio da una melodia di origine georgiana affidata a due viole soliste. Nel corso del brano il materiale tematico si sviluppa attraverso un continuo alternarsi di momenti sospesi e contemplativi e improvvise esplosioni orchestrali, in un dialogo tra silenzio e suono che costituisce uno dei tratti più distintivi dello stile del compositore. Alla dimensione lirica e meditativa si contrappone infatti una sezione centrale di grande tensione espressiva, nella quale l’orchestra si anima con violenza prima di ritornare a una dimensione più raccolta e spirituale.
Nella seconda parte del concerto sarà eseguita Don’t Grieve, suite sinfonico-vocale per baritono e grande orchestra composta nel 2001 su testi di Dylan Thomas, W. H. Auden e di altri poeti russi e georgiani. Il brano nasce da una riflessione personale del compositore sul rapporto tra poesia e musica: Kancheli scelse di utilizzare singoli versi e frammenti poetici come immagini evocative dalle quali far scaturire la propria scrittura musicale.
Il lavoro fu completato pochi giorni prima degli attentati dell’11 settembre 2001 e, pur non essendo formalmente dedicato alle vittime, assume una forte dimensione elegiaca e meditativa. Il titolo stesso, Don’t Grieve (“Non piangere”), allude a una parola di consolazione rivolta a chi ha attraversato la tragedia continuando a credere nel futuro. La partitura alterna momenti di estrema delicatezza, con melodie semplici e quasi intime affidate alla voce solista, a improvvisi e drammatici interventi dell’orchestra, creando un clima sonoro sospeso tra dolore, memoria e speranza.
Pablo Gonzàlez è tra i direttori spagnoli più apprezzati della sua generazione. Dopo la formazione al Conservatorio di Oviedo e alla Guildhall School of Music and Drama di Londra, la sua carriera ha ricevuto un importante impulso con la vittoria nel 2006 del Concorso internazionale Donatella Flick, che gli ha aperto le porte di numerose collaborazioni internazionali. E’ stato direttore principale dell’Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya dal 2010 al 2015 e successivamente direttore principale e consigliere artistico dell’Orquesta y Coro de RTVE. Ospite regolare di importanti orchestre europee e internazionali, ha diretto tra le altre la London Symphony Orchestra, la BBC Symphony Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la Dresden Philharmonic, l’Orchestre Philharmonique de Radio France e la NHK Symphony Orchestra di Tokyo .
Accanto a lui Egils Silin, basso-baritono lettone considerato uno dei massimi interpreti del repertorio wagneriano e del teatro musicale tedesco. Formatasi alla Latvian Academy of Music di Riga, la sua carriera lo ha portato sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui la Wiener Staatsoper, la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Staatsoper di Berlino, la Royal Opera House di Londra, il Teatro alla Scala di Milano, l’Opèra National de Paris e il Metropolitan Opera di New York. Ospite regolare di festival internazionali come Bayreuth, Glyndebourne, Savonlinna e Tanglewood, Silin affianca all’attività operistica un’intensa presenza nel repertorio sinfonico-corale collaborando con importanti orchestre e direttori nelle principali sale da concerto europee.
– Foto: Ufficio stampa Foss
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