La lunga protesta per la sanità e una fase nuova della maggioranza: "verifica" ormai inevitabile

Una revisione nel governo cittadino, dopo l'estate e conclusa la grossa tornata dei cantieri Pnrr, è una condizione quasi ineludibile

12 agosto 2026 20:03
La lunga protesta per la sanità e una fase nuova della maggioranza: "verifica" ormai inevitabile  - Alleati del sindaco Di Stefano al presidio
Alleati del sindaco Di Stefano al presidio
Condividi

Gela. La mobilitazione per una sanità cittadina da potenziare, al di là di qualsiasi valutazione strettamente politica, sta comunque attirando l'attenzione di tanti cittadini e pazienti, che pure da altri comuni del comprensorio continuano a recarsi al presidio per firmare e dare così il loro personale sostegno. L'incontro odierno con il management Asp non ha sortito effetti dirompenti, anzi. Un esito che, salvo gli impegni di prassi assunti dal management, era quasi prevedibile. Il presidio proseguirà, come ha riferito il sindaco Terenziano Di Stefano, di ritorno da Caltanissetta dove si è tenuto il vertice. Il primo cittadino è apparso assolutamente non soddisfatto - seppur un cronoprogramma di massima sia stato fornito - e allo stesso modo, con il protrarsi dell'iniziativa, si attende dai suoi alleati un sostegno ancora più convinto. Sa che questo tipo di azioni possono essere logoranti e avere una durata indefinita. Un segnale concreto, da Asp, potrebbe essere l'arrivo di un primo drappello di "rinforzi", partendo dal pronto soccorso, in continua emergenza. Non è però una soluzione a portata di mano. La maggioranza, insomma, è chiamata a una prova di resistenza, pure politica. È evidente che non tutti gli alleati del primo cittadino ci stanno mettendo "anima e corpo". Le presenze politiche al presidio sono abbastanza limitate e sono soprattutto i pentastellati a stare in prima fila quotidianamente, dal presidente del consiglio comunale Paola Giudice e fino ai consiglieri comunali Francesco Castellana e Massimiliano Giorrannello passando per il referente cittadino Filippo Rapicavoli. Insieme a loro, principalmente l'assessore alla sanità Filippo Franzone e diverse presenze dem (in primis il consigliere comunale Antonio Cuvato e l'assessore Peppe Di Cristina). A trainare i civici è il sindaco Di Stefano, che fin dal primo giorno ha creduto all'esigenza di alzare il livello mediatico e non della protesta. Indipendentemente dagli esiti che avrà questa iniziativa, per la maggioranza del primo cittadino sembra prospettarsi una fase due che da settembre dovrebbe condurre a una riprofilatura amministrativa e politica. Di Stefano ha sempre ribadito che dovranno essere le segreterie dei partiti alleati a esporre le rispettive proposte e a chiedere la fatidica verifica. Nella giunta, c'è chi farà un passo indietro, non appena sarà ufficiale l'impegno per la candidatura alle regionali del prossimo anno. Ci sono inoltre tanti incastri da far combaciare. L'atteggiamento degli autonomisti dell'Mpa continua a non convincere parecchi alleati del sindaco. Sulla vertenza sanità, al di là del solo assessore Valeria Caci che ha partecipato al banchetto, per il resto la presenza lombardiana al presidio è stata quasi del tutto inesistente e fa il palio con le recenti assenze all'assise civica. C'è chi si aspettava di più pure dal gruppo del primo cittadino. Una revisione nel governo cittadino, dopo l'estate e conclusa la grossa tornata dei cantieri Pnrr, è una condizione quasi ineludibile. Di Stefano lo sa ma non intende dilungarsi troppo con i possibili tatticismi degli alleati. Ha sempre chiesto solidità e condivisione, anzitutto ai partiti nazionali che lo appoggiano, Pd e M5s. Gli alleati, a loro volta, gli chiederanno di fare un ticket politico, a due anni dalla vittoria del 2024.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela