La debole tenuta dell'orto Pasqualello, le caditoie e tante fragilità da risolvere

Il presidente dell'associazione "Amici della terra" Emanuele Amato aveva avvisato sul sistema di raccolta delle acque all'orto Pasqualello. Salvatore Terlati dell'Area urbana 8 chiama in causa Caltaqua sulla situazione attuale di via Venezia

A cura di Redazione Redazione
19 settembre 2026 20:48
La debole tenuta dell'orto Pasqualello, le caditoie e tante fragilità da risolvere -
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Gela. Le verifiche sono in corso in tutte le aree colpite dagli allagamenti. Con il passare delle ore, è sempre più evidente che il flusso notevole di pioggia, concentrato in giornata, ha comunque espresso punti di fragilità. L'area dell'orto Pasqualello, da poco restituita alla città, è stata letteralmente travolta dall'acqua e senza un sistema drenante alla portata, tutto finisce sul lungomare. Fango e detriti, oltre all'acqua, creano disagi enormi, con danni alle attività commerciali della zona. E' un aspetto che va valutato alla luce della riqualificazione completata. Se l'orto Pasqualello, così come è già, dovrà rimanere un punto di forza per la città, va comunque reso idoneo sul fronte della tenuta idrogeologica. L'allarme, qualche settimana fa, l'aveva lanciato il presidente dell'associazione “Amici della terra” Emanuele Amato. Sui social aveva scritto, “mi trovo a guardare il bel lavoro fatto ma una domanda sorge spontanea, chi ha realizzato la progettazione per la raccolta delle acque? Il sistema è ampiamente sottodimensionato per il volume che si accumula quando piove”. Non è solo l'orto Pasqualello, chiaramente, a mostrare debolezza di tenuta. Tutta la rete di caditoie deve essere sottoposta a una manutenzione che sia periodica, seppur l'ente comunale faccia i conti con le ristrettezze imposte dal dissesto. Salvatore Terlati del comitato di quartiere Area unrbana 8 chiama in causa anche Caltaqua. “Credo che sia arrivato il momento di fare la voce grossa con Caltaqua, si deve da subito iniziare il completamento del collettore fognario di via Venezia. Cosa importante, bisogna eliminare tutte le vasche di sollevamento li dove è stato già realizzato il tratto. E' inaccettabile che prima si devono allagare i quartieri e dopo sì attaccano le pompe di sollevamento, siamo stanchi di sopportare e convivere con questa situazione, è inaccettabile che si debba rimanere chiusi in casa per i cattivi odori fognari che si percepiscono, dato che al posto di defluire l'acqua piovana fuoriesce insieme ai liquami. Il sindaco deve nell'immediato convocare una conferenza di servizio con la presenza dei rappresentanti democraticamente eletti dalla città, insieme a Caltaqua e all'Ati idrico per definire i tempi e modi di intervento”, dice Terlati.

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