La corsa al voto, Giudice: "I vecchi personaggi che hanno massacrato la città si travestono"
Gela. “Temo che dietro a qualche volto pseudo nuovo possano esserci vecchi personaggi che questa città l’hanno massacrata”. Il segretario confederale della Cgil Ignazio Giudice non si nasconde e criti...
Gela. “Temo che dietro a qualche volto pseudo nuovo possano esserci vecchi personaggi che questa città l’hanno massacrata”. Il segretario confederale della Cgil Ignazio Giudice non si nasconde e critica pesantemente l’attuale scenario politico locale, che si appresta a tingersi di campagna elettorale. Il suo nome, nelle ultime settimane, è stato tirato in ballo come opzione presa in esame in tavoli di confronto, ufficiali e non. “Non ho mai detto che sono candidato a sindaco – spiega – di certo, perché sono una persona perbene, insieme al sindacato ho dato disponibilità per un contributo al programma. Se dovessi decidere di candidarmi a sindaco, lo annuncerei pubblicamente con una conferenza stampa. In questa città, però, mi sono sempre sentito opposizione e ricordo gli scioperi quando in municipio c’erano sindaci come Franco Gallo, Rosario Crocetta e lo stesso Domenico Messinese”. Il giudizio del sindacalista è molto duro. “Il voto è fissato a fine aprile e ad oggi non ci sono né programmi né uomini o donne che li possano condividere – dice ancora – invece i vecchi personaggi, dietro le quinte, vorrebbero riaffermare il loro potere, non più basato sul consenso perché non hanno neanche un voto, ma su un travestimento con liste civiche che la città non merita”.
Giudice ritorna proprio su quanto si sta politicamente prospettando in vista delle amministrative, con qualche big che potrebbe decidere di rinunciare al simbolo, abbracciando le alleanze ampie. “Rischiamo di trovarci davanti alla campagna elettorale più scadente in termini di inganno agli elettori – dice ancora – non sanno più come fare per giustificare l’assenza dei loro simboli. E’ come se da segretario confederale della Cgil ad un certo punto decidessi di creare un movimento civico che disconosca il ruolo del sindacato”. Il segretario della Cgil così si rivolge ai “capi” dei partiti. “E’ arrivata l’ora di lavorare per una Gela serena – conclude – non è più tempo di inganni. Manca l’autorevolezza della rivendicazione che proviene dalla libertà e io mi sento un uomo libero e morirò libero. Non lo faccio perché ho interesse a candidarmi, come in passato ha detto qualche ex sindaco. Altri, invece, se hanno scheletri nell’armadio, dicano la verità senza travestimenti”. Quello di Giudice appare come un no alle eventuali richieste di candidatura, ma soprattutto un veto apposto ad alleanze ampie senza connotazione politica.
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