Ipoteca compostaggio, Di Stefano accusa: "Da Impianti Srr grave sgarbo, giocano sulla pelle dei sindaci"

Il sindaco è ancora più esplicito riferendosi all'ingegnere Picone, “si rompe il rapporto di fiducia”. Ha già chiesto la convocazione di un'assemblea urgente della Srr4

06 febbraio 2026 19:37
Ipoteca compostaggio, Di Stefano accusa: "Da Impianti Srr grave sgarbo, giocano sulla pelle dei sindaci" - Il sistema di compostaggio di Brucazzi
Il sistema di compostaggio di Brucazzi
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Gela. Probabilmente, gli argini istituzionali non reggono più. Il ciclo locale dei rifiuti sta scuotendo, non poco, il rapporto tra i vertici dell'in house Impianti Srr e soprattutto il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano. Ieri, abbiamo riferito dell'iscrizione di ipoteca, attivata dai legali di Impianti Srr, sul sistema di compostaggio di Brucazzi. Impianti Srr, l'in house della Srr4, vanta crediti per oltre un milione di euro verso Ato Cl2 in liquidazione, proprietario del compostaggio. E' stata formalizzata l'ipoteca, a seguito di decreti ingiuntivi e di una sentenza favorevole. Ci sono impugnazioni da parte di Ato. L'ipoteca rompe il progetto che i sindaci, con in testa Di Stefano, avrebbero voluto finalizzare prima possibile, con l'acquisizione del compostaggio da parte della Srr, mantenendo una gestione pubblica. Del resto, i vertici di Ato, che proprio ieri hanno coordinato una riunione in presenza dei sindaci, necessitano di avere garanzie finanziarie, per entrate economiche sia dalla vendita del compostaggio sia dal passaggio di gestione delle vasche sature di Timpazzo. “L'iscrizione di ipoteca da parte di Impianti Srr è uno sgarbo istituzionale gravissimo – non usa mezzi termini Di Stefano – si rischia di bloccare una procedura in essere, vanificando il tanto lavoro fatto in questi mesi. Abbiamo chiesto una valutazione di mercato e aspettavamo riscontri dal professionista nominato. Questa ipoteca è molto grave”. Il sindaco gelese ha già inoltrato una nota, indirizzata a Srr4, richiedendo la convocazione di un'assemblea urgente. “Spero che tutti i sindaci prendano una posizione e che il presidente Bancheri dia riscontro subito – aggiunge – forse, qualcuno non ha capito che non è a casa propria e non può giocare con i soldi dei cittadini e sulla pelle dei sindaci. Parliamo degli stessi sindaci che fanno parte di Ato e che sono nella Srr4. I crediti di Impianti Srr verso Ato sono soldi della collettività. Non è un patrimonio di Impianti Srr, che peraltro è controllata direttamente da Srr4 e quindi dai sindaci”. Ancora una volta, sembra che Di Stefano, primo cittadino del Comune più grande di Ato e Srr, sul cui territorio è presente tutta la filiera impiantistica, abbia forti dubbi sulle strategie manageriali dell'ingegnere Giovanna Picone, amministratore di Impianti Srr. La conferma del suo mandato, la scorsa estate, non ha suscitato note di favore a Palazzo di Città. “Aveva il dovere – dice ancora Di Stefano – di riferire all'assemblea dei sindaci. Se ci sono crediti da esigere, è giusto farlo ma bisogna concordare e riferire. Ato va garantito fino a quando non si concluderà la fase di liquidazione. E' un ente in sofferenza ed è dei sindaci. Lo sgarbo che arriva da Impianti è pesante”. Il sindaco è ancora più esplicito riferendosi all'ingegnere Picone. “Si rompe il rapporto di fiducia”, conclude.

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