Ipab "Aldisio", vicenda arriva in giudizio: da don Tandurella ai vertici "La Fenice", otto imputati

Questa mattina, il collegio penale ha definito la data di fissazione dell'udienza

28 maggio 2026 20:45
Ipab "Aldisio", vicenda arriva in giudizio: da don Tandurella ai vertici "La Fenice", otto imputati -
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Gela. Arriva in giudizio la vicenda processuale scaturita dall'inchiesta sulla gestione dell'Ipab “Aldisio” di Caposoprano, storica struttura per anziani. Lo scorso anno, il gup del tribunale dispose il rinvio a giudizio per otto imputati, assolvendo invece gli altri coinvolti, per i quali la procura aveva richiesto, nel caso del rito abbreviato, condanne, e per quello ordinario, appunto il processo. Le accuse sono contestate, davanti al collegio penale presieduto dal giudice Francesca Pulvirenti, al sacerdote don Giovanni Tandurella (già alla guida del cda della struttura), all'ingegnere Renato Mauro (riferimento della società “La Fenice”), all'ex consigliere comunale e dirigente provinciale di Fratelli d'Italia Sandra Bennici, a un altro ex consigliere, Salvatore Scerra, e ancora a Maria Palumbo, Francesca Mendola e Matteo Vella. Gli addebiti mossi dall'accusa riguardano, infine, pure la società “La Fenice”. Per gli inquirenti, il gruppo privato amministrato dall'ingegnere Mauro, per un certo lasso di tempo, sarebbe riuscito ad assicurarsi la gestione di servizi nella struttura di Caposoprano, per il tramite di un presunto accordo corruttivo. A don Tandurella venivano attribuite presunte irregolarità sui lasciti economici di ospiti dell'Ipab e di loro familiari, che il sacerdote avrebbe poi dirottato per finalità personali. In udienza preliminare, nonostante il rinvio a giudizio, fu assolto dalle ipotesi di falsità ideologica, impiego di denaro di provenienza illecita e malversazione. Il dibattimento dovrebbe aprirsi il prossimo ottobre. Questa mattina, il collegio penale ha definito la data di fissazione dell'udienza e sarà ancora il collegio presieduto dal giudice Pulvirenti a occuparsene. Sono parti civili ex assistiti e familiari, con gli avvocati Liliana Bellardita e Giuseppe Fiorenza. Non sono presenti altre parti civili, neanche il Comune che mantiene la piena gestione pubblica dell'Ipab. Gli otto imputati sono rappresentati dagli avvocati Giacomo Ventura, Flavio Sinatra, Filippo Spina, Giovanna Zappulla, Valentina Lo Porto, Ruggero Razza, Francesco Incardona ed Elio Lembati.

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