Indotto, Cobas: "Operaio con patologie e familiari disabili costretto a lasciare la Sicilia"

Il sindacato sta sostenendo la vertenza del lavoratore, a maggior ragione rispetto alla sua condizione

08 settembre 2026 17:45
Indotto, Cobas: "Operaio con patologie e familiari disabili costretto a lasciare la Sicilia" -
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Gela. Un lavoratore dell'indotto Eni, alle dipendenze di un'azienda non locale, si è visto messo davanti all'aut aut: raggiungere un'altra sede, "distante oltre 1.500 chilometri, fuori dalla Sicilia", oppure mettere a rischio la propria occupazione. "Parliamo di un lavoratore al quale sono state riconosciute gravi patologie, con invalidità civile, inserito nelle categorie protette e che assiste familiari disabili", dice il referente territoriale Cobas Francesco Cacici. Il tentativo è stato di portare la vicenda davanti al giudice del lavoro, ma la causa è stata persa, anche con onere del pagamento delle spese. "Davanti a situazioni di questo tipo - aggiunge Cacici - si dovrebbero affrontare tante riflessioni. C'è un diritto all'assistenza, alla salute e al potersi prendere cura dei propri familiari? Come Cobas, riteniamo che la magistratura debba valutare e discernere caso per caso. Abbiamo il pieno rispetto delle decisioni. Però, questo non significa accettarle passivamente quando un lavoratore deve già sostenere una condizione di vita probante e molto difficile. Amministrare giustizia dovrebbe tenere in considerazione la vicinanza alle persone". Il sindacato sta sostenendo la vertenza dell'operaio, a maggior ragione rispetto alla sua condizione.

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